Previous month:
May 2017
Next month:
July 2017

June 2017

6. Un (decimo) anniversario al mese - 30 giugno 2007

Una canzone

Il 30 giugno 2007 terminano le trasmissioni di Play Radio. Questa è stata la prima canzone del dopo.

"non te la prendere, a volte nella vita capitano cose che non hanno un perché, capitano e basta"

Ma io non lo so se è proprio vero che le cose possano non avere un perché.
Capitano sì, ma forse il loro perché se lo portano appresso nel momento in cui succedono e soprattutto in cui si vivono, un po' come accade nella meccanica quantistica per le particelle, che esistono con quellecaratteristiche solo nel momento in cui le percepisci. 

Le cose acquistano un perché solo quando accadono.

"non te la prendere, a volte le cose capitano e hanno il loro perché" 

  HLOF0170

 

 


Breathe as One a Nizza - Giornata Mondiale dello Yoga, terza edizione

Per il terzo anno consecutivo Nizza ha celebrato la giornata mondiale dello yoga con un grande evento gratuito sulla collina del castello. La data esatta sarebbe stata il 21 giugno, quella del solstizio d'estate, data in cui il rituale saluto al sole acquisisce un significato tutto speciale, ma lo spostamento alla domenica successiva si è reso necessario per permettere alle tante persone venute apposta anche da centinaia di chilometri di distanza di partecipare a questo grande evento.
Già alle nove del mattino in molti erano istallati in attesa della prima lezione. Il caldo era già piuttosto forte, ma gli yoghi, si sa, sanno in genere fare abbastanza astrazione. 

image from www.flickr.com
image from www.flickr.com

image from www.flickr.com
image from www.flickr.com
Come nel 2015 e nel 2016 la giornata è iniziata con una lezione collettiva di Vinyasa Yoga tenuta da Nico Luce. 

Profondo e carismatico come sempre, quest'anno, a differenza delle edizioni precedenti, non era tradotto, ma devo dire che essere guidati unicamente dalla sua voce, anche se in inglese, senza alcuna mediazione, è stato anche più intenso del solito.

image from www.flickr.com
image from www.flickr.com
image from www.flickr.com
image from www.flickr.com
L'intenzione apre il corso, è la dedica che ognuno fa della sua pratica a qualcosa, a qualcuno. I movimenti si susseguono precisi fino a quando ti senti tutt'uno con quello che ti circonda e, appunto respiri come una cosa sola. L'esperienza si chiude infine con il ringraziamento a se stessi e al mondo per essersi riusciti a sposare in modo così armonioso gli uni con gli altri.

image from www.flickr.com
image from www.flickr.com

image from www.flickr.com
image from www.flickr.com
image from www.flickr.com
image from www.flickr.com
image from www.flickr.com
image from www.flickr.com
image from www.flickr.com
Lo yoga è unione ed è quindi soprattutto un momento di condivisione, con i compagni di sempre e con quelli nuovi che continueranno forse a incrociare la nostra strada.

image from www.flickr.com
La giornata prevedeva numerosi eventi e come al solito era presente sul posto un mercato con prodotti di abbigliamento per la pratica, bevande e alimenti biologici, stand di operatori del settore e di pratiche correlate a uno stile di vita "zen".

image from www.flickr.com
image from www.flickr.com

image from www.flickr.com
image from www.flickr.com

image from www.flickr.com
image from www.flickr.com

image from www.flickr.com
Noi siamo saliti di nuovo alla collina solo in serata, per l'ultima lezione di yoga di Mika de Brito, che ci ha proposto un corso davvero sorprendente di vinyasa flow, con successioni molto fluide e dinamiche accompagnate da un humour davvero inaspettato. 

Purtroppo il vento fortissimo che si era alzato nel tardo pomeriggio ha fatto sì che grand parte delle installazioni fossero state smantellate, ma il corso, nonostante le difficoltà, ha potuto fortunatamente svolgersi e questa giornata dedicata allo yoga chiudersi così in modo perfetto. 

image from www.flickr.com image from www.flickr.com
image from www.flickr.com

image from www.flickr.com
image from www.flickr.com



D'in su la vetta della Torre Branca

Era inevitabile.
Sono tantissimi i luoghi di Milano in cui il pensiero non può che correre a Tommaso Labranca, ma questo forse più di molti altri. Sarà forse l'assonanza con il suo nome, sarà che la poesia da cui questo verso è tratto fa parte di quelle Poesie dell'Agosto Oscuro (2005), così rappresentative della sua intelligenza e sensibilità, sarà che da lassù si vede tutta la sua Milano, ma la salita su questa Torre per me è stato qualcosa di altamente simbolico. 

image from www.flickr.com
image from www.flickr.com
Altamente sì, per la precisione 108,60 metri di simbolo. Realizzata nel 1933 su progetto di Giò Ponti, fu inaugurata con il nome di Torre Littoria in occasione della V Triennale di Milano. Chiusa alle visite nel 1972 è tornata visitabile nel 2002, dopo l'acquisizione e la ristrutturazione da parte della società Branca, quella del Fernet, che vi installò dapprima un bar ristorante e che oggi la gestisce come punto panoramico.
E la vista sulla città è davvero unica.

image from www.flickr.com
image from www.flickr.com
image from www.flickr.com
image from www.flickr.com
image from www.flickr.com
Non era una giornata particolarmente tersa, il caldo afoso rendeva l'aria molto pesante, ma, chissà per quale assurda contingenza atmosferica, si riuscivano stranamente a vedere le Alpi. Innevate.
E mentre la guida ci raccontava un po' la storia della Torre, ripetendo più volte "la Branca, la Branca, la Branca" per riferirsi all'azienda che ha ridato vita alla costruzione, a me veniva da sorridere un po'.

image from www.flickr.com
image from www.flickr.com
image from www.flickr.com

 

Ecco il sonetto con relative note dell'autore. E' uno dei due di ispirazione leopardiana che Tommaso Labranca ha dedicato al locale di tendenza che si trova ai piedi della Torre Branca. 

 

Due sonetti dinanzi al Just Cavalli1

D’in su la vetta della Torre Branca2
Passerei solitario questa estate
Spaziando il guardo oltre le vetrate
Sulla città che adesso è giù in Sri Lanka

A Formentera, Cuba o nelle Azzorre.
Io solo resterei là sulla torre
A individuare i luoghi in cui ho vissuto
Cercandoli felice nel tessuto

Urbano, ma il passo mi è precluso
Da un buttadentro dallo sguardo ottuso.
La torre condivide il suo portale

Con quello che conduce ad un locale
D’uno stilista dal casato equino
Che non gradisce v’entri il popolino.

 

 

1Il Just Cavalli è un locale di presunta tendenza, decorato con eccessi estetici tipici del barocco brianzolo (cfr. Tommaso Labranca, Estasi del Pecoreccio, Castelvecchi 1995). Si trova a Milano, nel Parco Sempione sotto la Torre Branca.

2La Torre Branca (ex Torre Littoria) è una torre metallica alta oltre 100 metri, uno dei pochi punti da cui si può vedere Milano dall'alto. È opera dell'architetto Giò Ponti, inaugurata nel 1933 in occasione della Quinta Triennale di Milano. E' stata riaperta recentemente al pubblico, ma spesso l'ottusa security del Just Cavalli non vi permette l'accesso temendo che il visitatore ipsofilo della torre devii in realtà verso i divani zebrati dell'esclusivo locale.

 


Galleria Campari a Sesto San Giovanni

Tutto per me è nato da questa immagine.

image from www.flickr.com
Negli anni in cui ci capitava di passare nei paraggi per vicinanza abitativa e logistica questo posto era un cantiere. Si tratta dell'edificio in cui si trova la sede della Campari a Sesto San Giovanni, costruito su progetto dell'architetto Mario Botta proprio negli anni 2007-2009 e che ha recuperato lo storico fabbricato realizzato nel 1904 da Davide Campari, che risulta ora incastonato in questa struttura futuristica. E futurista.

image from www.flickr.com
image from www.flickr.com
Futurista perché l'ispirazione e il tributo di Mario Botta verso Fortunato Depero è più che evidente.

H0027-L00559871
image from www.flickr.com
La collaborazione di Depero con Campari fu lunga e prolifica. Questo sopra è il progetto del 1933 per il padiglione Campari in un'esposizione internazionale. 
Il tributo di questa struttura all'artista roveretano è sottolineato anche dalla dedica e dalla realizzazione dei due "intarsi" sulle facciate laterali dell'edificio originario, che riproducono appunto due disegni di Depero per Campari.

image from www.flickr.com
image from www.flickr.com

image from www.flickr.com
Depero è à l'honneur, ma la visita alla Galleria Campari offre un'interessante panoramica sulla sorprendente capacità di comunicazione di questa azienda, che si è avvalsa di artisti eccezionali, di innovazioni all'avanguardia e di intuizioni geniali per far vivere e conoscere il proprio marchio sin dai primi decenni del secolo scorso.

Aperta al pubblico nel 2010, in occasione dei 150 anni di vita dell'azienda, raccoglie un incredibile quantità di materiale di grande valore storico e artistico.

La struttura ospita gli uffici amministrativi della Campari e serve anche come spazio per eventi, realizzabili nella lobby di 1000 mq o nel grande parco all'esterno.

image from www.flickr.com

 

image from www.flickr.com
image from www.flickr.com
La Galleria è un vero e proprio museo, la cui visita è un'esperienza sensoriale completa, visto che per compierla ci si avvale di sistemi multimediali, come il video wall con 15 schermi dedicati ai caroselli dagli anni ‘50 agli anni ‘70, i proiettori con i manifesti d’epoca, le immagini dedicate agli artisti, ai calendari e agli spot pubblicitari fino alle recenti "12 storie" emesse quest'anno su youtube in sostituzione del calendario cartaceo. 
Infine un tavolo interattivo con 12 schermi touch screen consente di fruire gran parte del vasto patrimonio artistico dell’azienda.

image from www.flickr.com
image from www.flickr.com


Al primo piano della galleria, dopo un'interessante excursus sulla storia della Campari, si possono ammirare tra il resto i manifesti originali della Belle Epoque e le grafiche pubblicitarie dagli anni ‘30 agli anni ‘70 firmate da importanti artisti come Marcello Dudovich, Leonetto Cappiello, Fortunato Depero, Franz Marangolo, Guido Crepax e Ugo Nespolo.

image from www.flickr.com
image from www.flickr.com
image from www.flickr.com
image from www.flickr.com
image from www.flickr.com
image from www.flickr.com
image from www.flickr.com
image from www.flickr.com
image from www.flickr.com
Al piano superiore l'esposizione continua con oggetti dei decenni successivi, firmati da affermati designer come Matteo Thun, Dodo Arslan, Markus Benesch e Matteo Ragni. 

image from www.flickr.com
image from www.flickr.com
image from www.flickr.com
image from www.flickr.com
image from www.flickr.com

image from www.flickr.com
image from www.flickr.com
L'ultima zona è dedicata alle esposizioni temporanee, in questo caso si trattava di foto storiche del Giro d'Italia di cui la Campari è stata a lungo sponsor.

image from www.flickr.com
image from www.flickr.com