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October 2015

A casa di Maria o dell'accoglienza

L'ospitalità di cui siamo stati omaggiati a Lisbona merita un discorso a parte. 
Che sia una caratteristica comune a tutti i portoghesi o peculiare della nostra ospite, una cosa è certa, l'accoglienza riservataci è stata decisamente di qualità superiore alla norma.

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Non solo il delizioso appartamento, arredato con stile personale e curato nei minimi dettagli, era rifornito di tutto il necessario e anche del superfluo, 


 

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Non solo Maria, la nostra ospite ci ha fatto trovare al nostro arrivo in tarda serata dell'uva, dell'ottimo pane e una bottiglia di Monte Velho con un buon formaggio.

E i croissant per la mattina dopo.
Sei.
E i pastéis de nata.
Sei.
E i liquori tipici in fresco nel frigo.

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Non solo ci ha dato informazioni utili per il nostro soggiorno.

Ma ci ha anche procurato l'accesso gratuito per ben due volte al corso di yoga nel bellissimo centro GCP (Ginásio Clube Português).
La sveglia antelucana e il tragitto attraverso i Jardins de Estrela fino a Rato, per recarsi al corso delle 7.30 con la vista del sole che si levava dal settimo piano del palazzo sono ricordi intensi quasi quanto quelli relativi alle due belle lezioni di Carlos, mentre cercavo di capire le consegne in portoghese! 

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E non finisce qui: amante della Matematica e dello Yoga questa donna meravigliosa non poteva non avere un Gatto!


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Grazie Maria, le persone speciali come te sono incontri preziosi!



 


Lisbona in tutti i sensi

Suoni, colori e profumi sono talmente ricchi in questa città, che è difficile, anche per il visitatore più distratto, non essere catturato nel loro vortice.

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C'è da sbizzarrirsi anche per quel che riguarda i sapori. Da non perdere la ginjinha, il liquore di ciliegia opzionalmente servito in coppette di cioccolata, i dolci tipici più famosi, i pastèis de nata (sfogliatine con crema inglese) e soprattutto il bacalhau, il piatto nazionale a base di merluzzo. Si dice che esistano ben 365 modi diversi per cucinarlo!

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Quanto al tatto, bè, non certo con la facilità tipica delle isole greche, ma alla fine abbiamo trovato anche qui un signor Gatto pronto ad essere accarezzato! 

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Cascais

Cascais, a 40 minuti di treno da Lisbona è una stazione turistica molto gradevole, con il suo centro colorato e ordinato e le belle spiagge che si susseguono in conche riparate.
Questo villaggio di pescatori si trasformò in meta turistica per la nobiltà nel XIX secolo, quando il re Ferdinando II ne fece la sua residenza estiva.

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Vicino al porto turistico sorge la Fortaleza da Cidadela, la fortezza del XVI secolo, oggi trasformata in un esclusivo hotel di lusso.

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Le strade e le piazzette vicino al porto abbondano di locali e negozi turistici, ma basta addentrarsi un po' nelle stradine silenziose, per respirare un'atmosfera diversa, trovare un mercato dell'antiquariato o imbattersi in vecchie drogherie e vecchi mestieri.

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Le spiagge sono il fiore all'occhiello di questa località, a partire da quelle cittadine più piccole, come la Praia de Ribeira che si affaccia sul porto di pescatori e la Praia da Rainha così chiamata in quanto un tempo spiaggia privata della regina Dona Amelia, 

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per arrivare a quelle che si estendono verso Estoril: Praia Conceiçao, praia de la Duquesa, praia do Tamariz, praia da Poça, per citare le più famose. 

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La passeggiata da Cascais a Estoril permette di ammirare anche numerosi begli edifici del 19° secolo ed è davvero piacevole farla verso sera con la luce che scende ad ovest a tingere tutto di sfumature dorate.

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I tram di Lisbona

I tram sono uno dei simboli più caratteristici di Lisbona e, oltre ad avere un'utilità pratica insostituibile, costituiscono da soli gran parte del fascino un po' vintage di questa città.

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Assieme alle tre funicolari e all'Elevador de Santa Justa sono i mezzi storici da cui non si può prescindere per visitare la città. Detto questo, taxi e tuk tuk, anche se meno pittoreschi, sono altrettanto pratici quando i piedi non ce la fanno proprio più nel continuo saliscendi delle vie ciottolate.

Le prime rotaie a Lisbona sono state poste nel 1873 e i primi tram erano trainati da cavalli da tiro. La corrente elettrica è stata utilizzata per le linee tranviarie nel 1901 e questo ha dato origine al nome portoghese attuale di questo mezzo: Eléctrico (da Carro eléctrico).
Tra il 1936 e il 1947 ci furono massicci investimenti sulla rete dei tram e in questo periodo furono costruiti tutti i tram originali (serie 701/735). Al culmine della rete tramviaria di Lisbona, intorno al 1950, c’erano 76 km di rotaie (il doppio di oggi), servite da 24 linee di tram.

Attualmente accanto ai tram di linea (su cui operano 58 tram, di cui 10 sono in stile moderno e viaggiano tra Belém e la Baixa) esiste anche una linea speciale turistica con 8 "Remodelado" speciali (Historic Tram Tour) che si distinguono da quelli gialli di linea per la livrea rossa o verde.

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La linea 28 è quella da prendere assolutamente, perché salendo nelle strette e ripide viuzze dell'Alfama, oltre agli splendidi scorci su questo quartiere così pittoresco, mostra anche perché i piccoli tram di Lisbona (interasse di 900 mm e raggio di curvatura al di sotto dei 10 m) sono così speciali, per non dire addirittura unici.


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Qui infatti si trovano condizioni di passaggio davvero incredibili (salite fino al 14,5% di pendenza, tratti a binario unico, passaggio in viuzze di soli 4 metri d larghezza) che solo veicoli con le loro caratteristiche possono percorrere.


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Hanno mantenuto il design originale fino alla fine degli anni 80, quando la serie subì un rimodernamento in termini di comfort, sicurezza ed affidabilità, mantenendo però l’aspetto dei veicoli storici e ristrutturando il telaio
originale in legno.
Dal 1995 furono gradualmente sostituiti dalla serie "Remodelado" 500.


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Con 2 motori da 50 kW raggiungono una velocità massima di 50km/h. Per la presa di corrente sono forniti sia di pantografo che di asta con rotella, visto che il pantografo non può esssere usato nelle stradine strette con pendenza elevata. 

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I loro 20 posti a sedere e  38 in piedi non possono certo soddisfare il crescente numero di turisti che negli ultimi decenni ha sempre più scelto Lisbona come meta, per questo nel 1995 sono state acquisite nuove vetture, che potessero circolare sulla rete di binari esistente a scartamento di 900 mm: 10 nuovi tram articolati  a 2 casse e 3 carrelli, attualmente impiegate solo sulla linea 15, per trasportare i numerosi turisti tra Belem e Cais do Sodré.

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Il Tago e il Ponte 25 de Abril

"Questa canzone parla del Tejo, perché il testimone della nostra vita è il fiume, non la città".

Il Tago è più che un fiume è quasi oceano, ma non ancora. 
Come tutti i fiumi al tempo stesso divide e unisce, ma a differenza di molti altri lui non attraversa la città, si limita ad accarezzarla.
E' sfuggente, devi salire sui colli o sulle torri per poterlo ammirare oppure percorrerne la riva, consapevole che attraversarlo significa lasciarti alle spalle la splendida Lisbona. 

Il suo grande estuario è un parco naturale e dal 1998, anno dell'esposizione universale, è attraversato a nord di Lisbona dal Ponte Vasco da Gama. Lungo 12,3 km è il più lungo ponte d'Europa.

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Ma il più celebre ponte di Lisbona è il Ponte 25 de Abril. Costruito nel 1966 da Salazar, portava in principio il suo nome, poi cambiato con quello corrispondente alla data della Rivoluzione che mise fine alla sua dittatura nel 1974.

Lungo 1 km e ispirato al Golden Gate di San Francisco, la sua silhouette è divenuta un'icona del panorama cittadino.

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Traversate e minicrociere sul Tago partono regolarmente da Praça do Comércio e da Belém.

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Qui il fiume diventa punto panoramico d'eccellenza sulla città e sui suoi monumenti.

Il ponte 25 de Abril visto da lontano, dal fiume, da Belém o dall'Alfama è maestoso, ma è solo da vicino che diventa vivo, quando il suo colore rosso spicca contro l'azzurro del cielo e passandoci sotto ne senti la voce insistente, a metà tra il canto e il lamento malinconico. 
Un po' come il fado.

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Ai doca di Alcantâra bisogna andare la sera per assistere allo spettacolo del tramonto e approfittare dell'aperitivo in uno dei locali che si affacciano sulle banchine, aspettando che scenda la notte e che il ponte illumini le sue arcate sospese.

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Oppure al mattino quando la corrente del fiume ti spinge a fare la passeggiata costiera verso Belem e la nebbiolina all'orizzonte confonde un po' i contorni delle cose, facendoti dimenticare che stai per partire.

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Lisbona - l'Alfama

Per i Mori, nel XII secolo, le strette viuzze di questo sobborgo erano i confini della città. 
Essendo il quartiere costituito per lo più da stradine in salita, l'ideale per visitarlo è utilizzare il tram per l'ascesa (linea 28) e poi scendere a piedi esplorando gli stretti becos e rincorrendo i tram che sembrano incastrarsi nei passaggi, a volte tanto angusti che neanche il binario unico sembra bastare a permetterne il transito.

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Noi siamo saliti fino al Miradouro de Graça, dal quale la vista è spettacolare sui tetti della città e sul Castelo de São Jorge.

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Questa fortezza fu palazzo reale fino al XVI secolo. In origine cittadella dei Mori fu re Alfonso Henriques a trasformarla in residenza dei reali di Portogallo.
Quando Manuel I trasferì il palazzo in Praça do Comércio il castello venne usato come teatro, deposito d armi e prigione. Il terremoto del 1755 ne danneggiò i bastioni che furono ricreati da Salazar. Anche se non sono originali la passeggiata sulle mura, che sembrano racchiudere ugualmente le antiche memorie dei re e delle loro battaglie, ha un fascino indiscutibile.

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Tornando al cuore del sobborgo ci sediamo a uno dei ristoranti del Miradouro de Santa Luzia. La balconata vicino alla chiesa omonima offre un'ampia veduta dell'Alfama e del Tago; la bianca facciata di São Vicente domina l'orizzonte. San Vincenzo, la cui statua sorge nel Largo das portas do sol, 
fu proclamato Santo patrono di Lisbona nel 1173 quando le sue ossa furono portate qui dall'Algarve.

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Fermarsi qui per una pausa regala lo spettacolo dell'incrociarsi continuo dei tram e dei tuk tuk, con i turisti che salgono a scoprire le stradine dell'Alfama, dove i negozi e le botteghe artigiane si alternano a scorci in cui il tempo sembra proprio essersi fermato.

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La Cattedrale, il Sé (abbreviazione di Sedes Episcopalis) risale al XII secolo, ma fu distrutta da vari terremoti nel XIV secolo e da quello del 1755 ed è ora l'insieme di numerosi stili architettonici.

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Lisbona - Chiado e Bairro Alto

Dall'Elevador di Santa Justa si sale all'Igresja do Carmo.
Le rovine gotiche di questa chiesa carmelitana, costruita sul pendio sovrastante la Baixa, evocano il disastro provocato dal terremoto del 1755 quando, durante la messa di Ognissanti, le scosse fecero crollare le volte sui fedeli. La chiesa, fondata nel '300 era all'epoca la più grande di Lisbona.


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Oggi il coro, il cui soffitto resistette al crollo, ospita un Museo Archeologico.

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Questa zona alta di Lisbona è molto suggestiva e per me è indissociabile dalle belle sensazioni legate alla nostra cena in largo do Carmo, nel ristorante omonimo.
Dai tavolini sulla piazzetta alberata il portale gotico della chiesa e la bella fontana del XVII secolo sono state quinte molto scenografiche durante la degustazione di piatti davvero squisiti. Atmosfera rilassata, arietta tiepida, luci suggestive, che volere di più?

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Il quartiere è quello del Chiado zona di negozi eleganti e caffé storici, come il caffè Brasileira degli anni 20, tra i tavolini del quale è seduta la statua di Fernando Pessoa. 

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Siamo sulla collina del Bairro Alto, uno dei luoghi più vivaci di Lisbona: è 
sufficiente infilarsi in una delle sue stradine e scegliere il locale che più ci ispira per gustare i piatti tipici accompagnati dalle note del fado. 

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Un po' decentrato ma degno di nota il quartiere di Estrela, verso Alcântara, con i giardini creati alla metà del XIX secolo di fronte alla Basilica da Estrela. Il padiglione verde in ferro battuto decorato con filigrana fu costruito nel 1884.

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Lisbona - Praça do Comércio e la Baixa

Dalla Praça do Comércio siamo passati la prima sera del nostro soggiorno a Lisbona, quando non sapevamo ancora troppo bene dove ci trovavamo. La luce stava diventando rosa sul Tago e davanti alla vista di quell'enorme piazza che si stava illuminando di un'atmosfera magica non abbiamo potuto fare altro che saltare giù dal tram. 
Lo spettacolo cui abbiamo assistito è stato questo:

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Non potevamo scegliere momento migliore per attraversare questa bella spianata aperta sul fiume e chiusa a nord dalle arcate che portano a rua Augusta e da lì al Rossio.
C'era la luna piena e un chitarrista diffondeva nell'aria le malinconiche note di un fado, insomma gli elementi c'erano proprio tutti per cadere perdutamente innamorati di questa città sin dalle nostre prime ore di soggiorno.

La Praça do Comércio fu sede del palazzo reale per 400 anni. Distrutto nel terremoto del 1755, nella ricostruzione di Pombal il nuovo palazzo occupava gli ampi edifici porticati sui tre lati della piazza, che dopo la rivoluzione del 1910 furono convertiti in uffici.
La parte sud con le due splendide torri quadrate è rivolta alla grande distesa del Tago, al centro sorge la statua equestre di re Josè I.

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Il quartiere della Baixa fu ricostruito interamente dopo il terremoto del 1755. Il marchese Pombal progettò la zona dietro alla Praça do Comércio con strade a griglia che salgono fino al Rossio.
La rua Augusta che collega le due piazze è una zona pedonale molto frequentata. L'arco con cui si apre sulla Praça do Comércio fu completato nel 1873.

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All'altro capo della via a stazione del Rossio, un edificio di stile manuelino di fine ottocento, particolare per i due archi moreschi a ferro di cavallo.

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Il vero nome della piazza del Rossio è Praça Dom Pedro IV, il primo imperatore del Brasile indipendente. Essa è chiusa a nord dalla facciata del teatro; a fianco la Praça da Figueira è dominata dalla statua del XX secolo che raffigura re Joao I e che si staglia sullo sfondo del castello di Sao Jorge.

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Poco distante l'Elevador de Santa Justa, noto come Elevador do Carmo, fu costruito a fine Ottocento dall'architetto Raoul Mesnier du Ponsard, apprendista di Gustave Eiffel. Costruito in ferro e abbellito da filigrana è una delle attrattive più eccentriche della Baixa. Attraverso le due eleganti cabine in legno e ottone dell'ascensore si sale 32 metri più in alto fino a una passerella che si collega al Largo do Carmo nel Bairro Alto. Una stretta scala a chiocciola conduce invece in cima alla torre da cui la vista è splendida sul Rossio, sul castello, sul fiume e sulle rovine della chiesa del Carmo.

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Attraverso l'ascensore si sale al Chiado e precisamente proprio dietro alle rovine della grandiosa Igresja do Carmo distrutta dal terremoto del 1° novembre 1755 e ora trasformata in museo archeologico. 

 

 

 

 


Lisbona - Belém

Questo quartiere, che deve il suo nome alla deformazione di quello della chiesa di Santa Maria di Betlemme, è situato alla foce del Tago a 2 km dal ponte 25 aprile ed è famoso soprattutto per essere il luogo da cui partirono le caravelle dei grandi esploratori portoghesi del '500. Il più noto fra questi, Vasco de Gama (che nel 1498 doppiò il capo di Buona Speranza aprendo la via per le Indie) è qui sepolto.

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L'emblema del luogo è la Torre di Belém. Costruita come faro fortificato su un isolotto per proteggere il porto, si distingue da terra ma soprattutto dal fiume per la straordinaria bellezza della decorazione dell'esterno, con le funi scolpite nella pietra, le balconate aperte, le torrette moresche e gli originali merli a forma di croce dell'Ordine di Cristo.

Gli interni gotici sotto la terrazza, in origine deposito d'armi e prigioni, sono molto austeri, mentre è molto elegante l'area privata con la splendida loggia ispirata al Rinascimento italiano e la spettacolare veduta panoramica.

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 Un tempo, prima della bonifica delle rive del Tago, la costa era molto più arretrata, il monastero stesso sorgeva direttamente sul fiume e la torre dava l'impressione di essere costruita direttamente sulle acque.

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Il Mosteiro dos Jéronimos è un altro esempio dello stile manuelino, che prende il nome dal sovrano che agli inizi del 500 fece fiorire questa architettura. Fu costruito nel 1501 per celebrare il successo della spedizione di Vasco de Gama nelle Indie.

Arcate a volta e colonne ornate con sculture di fogliame, animali esotici e strumenti nautici decorano il chiostro dall'aspetto grandioso. Opera di Joao de Castilho fu terminato nel 1544.

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Le spettacolari navate della chiesa di Santa Maria sono sorrette da esili colonne ottagonali che si allargano come palme verso il tetto. Il portale sud è una fantasmagoria di motivi religiosi uniti a temi secolari in onore del re del Portogallo.

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Oggi Belém è un quartiere verde e spazioso con molti musei (le ali del monastero ospitano il museo archeologico e notevole è anche il museo di arte contemporanea nel moderno Centro Culturale), parchi e giardini.

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Sulla riva del Tago di fronte al monastero  sorge Il Padrão dos Descobrimentos, il monumento moderno che celebra i grandi navigatori. È una stele di cemento alta 52 metri, costruita nel 1960 per celebrare il cinquecentesimo anniversario della morte di Enrico il Navigatore. Scolpita a forma di caravella rappresenta il Navigatore seguito dagli altri esploratori e dai mecenati che ne permisero i viaggi.

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Ci sarebbero ancora un sacco di cose da vedere qui, come il museo delle carrozze antiche, quello dell'elettricità, il giardino tropicale e altro ancora, ma il tempo è limitato. In ogni caso è d'obbligo passando di qui una pausa degustazione alla Pasticceria di Belém, celeberrima per i suoi pastéis de nata, le sfogliatine con crema inglese che non bisogna assolutamente mancare di assaggiare! 
 

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Il suono di Lisbona

Questa città vibra. 
Non è difficile comprendere perché Wim Wenders sia rimasto affascinato dai rumori che si diffondono nell'aria di Lisbona, quando decise di fare di Lisbon Story un manifesto della sua visione del cinema e del mondo.
E i due suoni che ha scelto di inserire tra i primi come accompagnamento alle immagini della città nel suo film sono tra i più emblematici, proprio perché immanenti, talmente presenti da diventare la base su cui poi si inseriscono tutti gli altri.  

 

Certo, c'è il clangore dei tram che salgono all'Alfama, ci sono i gabbiani che stridono lungo il Tago, la folla al mercato, il Fado nei locali la sera, tutti suoni che compongono una colonna sonora unica e inconfondibile. Ma....
Ma la nota continua prodotta dalle vetture che percorrono quella gigantesca arpa che è il ponte 25 aprile assieme al rombo degli aerei in fase di atterraggio sui tetti di Alcântara sono i due veri accordi di base su cui è arrangiata la sinfonia di questa città così armonica e a suo modo armoniosa.

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Due suoni non a caso prodotti dalle persone che si muovono da e per Lisbona. 


I mezzi di trasporto sono del resto una delle caratteristiche più emblematiche di questa città dai sette colli. Tram, funicolari, tuk tuk e storici ascensori sono alcuni tra i mezzi peculiari che Lisbona offre per muoversi agevolmente tra le sue discese e risalite.

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E ancora traghetti e treni per allontanarsi dal cuore di Lisbona.
Tanto sai che torni.

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Catturati dall'andamento sinusoide delle sue strade, anche il nostro percorso di visita non è stato affatto lineare, portandoci a tornare più volte negli stessi luoghi, a ripercorrere i nostri passi ogni volta in modo diverso e sotto un nuovo punto di vista.

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Decisamente la linea retta poco si addice a questa città profonda e elevata.

L'ordine cercherò quindi di ritrovarlo qui ora, ricostruendo i nostri passaggi molteplici nelle diverse zone della città e anche al di fuori di essa. 

Si parte da Belém, sia perché è stata la meta prima e ultima del nostro soggiorno in città, sia perché è una delle sue zone più antiche; anche se decentrata e tra le più turistiche racchiude dei gioielli eccezionali di architettura cinquecentesca.
Aperta sul Tago e ricca di memorie di navigatori è per certi versi l'anima della Lisbona marittima e fluviale.
Si salpa.