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February 2015

Carnaval de Nice 2015 - Bataille des Fleurs

E' l'anno della musica! Il re e la regina del Carnevale hanno preso possesso già da qualche settimana della place Masséna, aspettando le ultime sfilate che avranno luogo a giorni (sabato 28 alle ore 21 il corso illuminé e domenica pomeriggio alle 14.30 l'ultima parata diurna dei carri allegorici e dei gruppi mascherati e musicali), ma anche le celebri Battaglie dei fiori vedono sfilare dei carri fioriti che hanno come filo conduttore la musica.

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La Promenade des Anglais e il Quai des États Unis ospitano infatti anche quest'anno le parate dei 16 carri fioriti che danno il nome alla tradizionale sfilata, nata in omaggio dei turisti che alla fine dell'800 venivano a passare l'inverno sulla mite riviera.
Quest'anno i carri sono ancora più voluminosi e spettacolari, offrendo uno spettacolo a 360° sulle loro architetture fiorite e anche l'interazione con il pubblico diventa più importante.

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Le lanciatrici di fiori fanno dono alla la folla di mimose, gerbere, rose, gigli, orchidee, tulipani e molte altre varietà di fiori, che per la maggior parte sono coltivati proprio nei vivai della Costa Azzurra. 

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Le architetture dei carri e i costumi delle animatrci sono delle vere opere d'arte: spartiti, strumenti musicali, metronomi, note, archi, tasti, corde, tutti gli elementi atti a riprodurre o simboleggianti la musica sono presenti lungo tutta la sfilata, assieme alla musica, quella vera, di bande e ballerini e assieme alle note calde del sole, che mercoledì scorso non è certo mancato all'appuntamento! 

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Insomma, tra chi la rappresenta, chi la fa e chi la balla, la protagonista è sempre e comunque lei, la musica.

Ultimo appuntamento con la Battaglia dei Fiori Sabato pomeriggio alle 14.30.


Fête du Citron de Menton

La fête du citron di Menton, arrivata alla sua 82esima edizione, quest'anno racconta "Les tribulations d'un citron en Chine". 

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Le "sfilate dei frutti d'oro" si susseguono dal 14 febbraio al 4 marzo, portando sulle strade di Menton le avventure di un limone in Cina: i gruppi mascherati, le bande, i ballerini e soprattutto i carri di agrumi sono altrettanti omaggi a questo paese che proprio in questi giorni ha festeggiato il suo Capodanno, entrando nell'anno della Capra.

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La festa è completata dalle spettacolari architetture di agrumi dei giardini Biovès (nei quali sono previste anche visite serali con i giardini illuminati, le sere del martedì e della domenica - consultare il programma) e prevede anche delle sfilate illuminate, nelle sere dei giovedì 19 e 26 febbraio. Quella di domenica scorsa era dorata a tutti gli effetti, baciata da un sole davvero tiepido. 

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Le sculture dei giardini Biovès ricostruiscono alcuni dei paesaggi e dei temi caratteristici della Cina: la città proibita di Pechino, l'esercito di terracotta, il dragone, i templi buddisti, il panda in mezzo alle foreste di eucalipto, il simbolismo degli ideogrammi e dei ching, le pagode e gli animali del calendario cinese. 

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Un Mar Giallo molto particolare quello di Menton, le cui onde vanno preventivamente spremute.

 


Antibes, Pain amour et chocolat

Quale momento migliore dell'anno che il week end di San Valentino per innamorarsi delle delizie gastronomiche presentate per il nono anno consecutivo al Salone Pain Amour et Chocolat di Antibes?

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Organizzato dalla Camera di Commercio Italiana di Nizza, riunisce alcuni tra i migliori produttori italiani e francesi di pane, prodotti da forno, cioccolato e pasticceria.
Non mancano stand con articoli di artigianato d'arte.

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Se siete golosi come me tenete d'occhio le news relative agli eventi di Antibes, perché con tutta probabilità, a causa del maltempo avuto nel week end in corso, la manifestazione verrà eccezionalmente prolungata anche al prossimo!


Saint-Tropez, la Citadelle - Musée d'histoire maritime

Dall'inizio del XVII secolo la cittadella fortificata di St-Tropez domina il villaggio: era la costruzione di difesa più importante tra Antibes e Tolone. Dal 1958 fu sede del Museo Navale, chiuso poi nel 2002 per permettere i lavori di ristrutturazione del torrione.
Dal 2009 cominciano i lavori di restauro degli interni che ospiteranno il nuovo museo municipale, che continuerà ad avere la tematica marittima come filo conduttore, ma con l'accento posto sulla cittadina di St-Tropez.

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Dall'estate 2013 è visitabile il nuovo Musée d'histoire maritime, che più che una visita offre un'esperienza a tutto tondo: in una scenografia curata sin nei minimi dettagli, il visitatore è condotto di sala in sala a vivere e condividere istanti di vita dei marinai tropeziani lungo i secoli, a immergersi nello spirito delle diverse epoche, a scoprire i documenti e i mezzi scientifici, ad osservarne le foto, i documenti filmati e i reperti, ad ascoltarne le voci e le testimonianze.
Percorrere le 18 sale di questo museo è qualcosa che lascia il segno; l'accuratezza delle ricostruzioni e tutti i documenti multimediali interattivi fanno sì che l'immersione sia totale: suoni, luci, allestimenti, dettagli, spazi sfruttati in modo intelligente e artistico, tutto è organizzato in modo da rendere quest'esperienza qualcosa di emozionante.
Soprattutto il bello vi regna, quell'unione di storia, di sapere e di condivisione unite in un'armonia che sorprende.

L'itinerario ideale è concepito per mostrare un tema per sala, anche a causa della struttura del monumento fatto di piccoli spazi (soprattutto al piano terra) che si diramano in propaggini verso le torrette ai vertici del perimetro: ogni sala possiede un'atmosfera propria e cattura il visitatore anche attraverso la sua curiosità, proponendogli cassetti da aprire con documenti, carte esplicative e approfondimenti, schermi interattivi, cuffie con documenti sonori e proiezioni d'epoca.
I 250 pezzi da collezione, acquisiti o prestati dalle famiglie tropeziane, trovano il loro posto naturale in questo universo.

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La visita inizia al piano terra del torrione, con le prime attività che ebbero luogo a St-Tropez: il porto, la pesca, il cabotaggio, le attività industriali e la scuola di idrografia.


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Al primo piano un omaggio è reso ai capitani di lungo corso e ai grandi personaggi che hanno segnato la storia tropeziana. E' qui che si trovano i bronzi dello scultore Hippolyte Bouchard dedicati a Pierre André de Suffren e a Jean-François Allard.
La sala seguente è dedicata ai cittadini illustratisi nella marina da guerra. Si prosegue poi con le attività marittime commerciali: il visitatore accompagna i tropeziani per mare nel Mediterraneo orientale per commerciare prima con gli Ottomani nel XVIII sec., poi oltre lo stretto di Gibilterra sulle coste africane e indiane, negli anni attorno al 1850, e infine scopre con lui i viaggi nell'emisfero australe, affrontando il terribile Capo Horn nel XIX e all'inizio del XX secolo.

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L'ultima sala evoca il tempo delle navi da crociera, periodo che comincia verso il 1850 e che termina nel 1950 quando gli aerei di linea sostituiranno definitivamente i transatlantici. 

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All'ultimo piano una terrazza offre una vista panoramica sul golfo di Saint-Tropez e sul mare aperto, nonché sulla struttura architettonica della stessa Cittadella.

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Un bellissimo omaggio al mare, questo museo, da parte dei cittadini di Saint-Tropez che proprio grazie al mare hanno saputo costruire la loro identità e una storia che ha lasciato tante tracce negli archivi e nei ricordi di famiglia.


Saint-Honorat

Dopo più di quattro anni eccoci di ritorno all'isola di Saint-Honorat. Questa, la seconda in ordine di grandezza delle isole Lérins che si trovano di fronte a Cannes, è un'isola dalla vocazione particolare. Difficile organizzarvi una gita in estate, quando si desidera soprattutto approfittare dei bagni di sole e di mare dato che, a causa della proprietà monastica la t-shirt è d'obbligo e che le sue coste non sono comunque ospitali quanto quelle della sorella maggiore Sainte-Marguerite.
In ogni caso la bellezza della natura che la abita è superlativa.

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Tormentata da saraceni, protetta da templari e governata da priori, l’isola di Saint-Honorat è stata nel corso dei secoli protagonista di continui scontri e punto nevralgico del movimento monastico europeo. Qui, in occasione della nostra prima visita, avevo riportato qualche appunto relativo alla sua storia.
Di questo passato tumultuoso e romanzesco, restano alcuni simboli cavallereschi sparsi per l’isola e la mastodontica fortezza in mare, una tra le più singolari ed affascinanti di tutta la Francia.

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Oggi la comunità monastica è formata da circa 25 monaci provenienti da orizzonti culturali diversi. 
Alcuni di loro praticano soprattutto la preghiera, altri invece si dedicano alla coltivazione della vite.
Le vigne sono attestate sin dal Medio Evo, ma è dagli anni novanta che gli attuali monaci coltivano le terre dell’isola producendo pregiati vini bianchi e rossi.

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L'abbazia di Lérins accoglie regolarmente degli ospiti nel suo albergo monastico: adulti alla ricerca di serenità, studenti che preparano i loro esami, persone senza fissa dimora o bisognose di aiuto portate qui da associazioni e gruppi di riflessione e preghiera.
E' anche proprietaria della compagnia di navigazione Planaria che assicura i collegamenti con Cannes.

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Eze Village

Eza, Isia, Isie, Esia, le fluttuazioni del nome di questo villaggio sembrano trovare pace solo col passaggio alla casata di Savoia nel 1388, quando diventa Esa, nome che sarà tradotto nel francese Èze. 
Anche se probabilmente l'origine del nome è romana il fascino della tradizione che lo lega alla dea Iside attraverso i Fenici è troppo forte per non cedervi. 
E vi cedette pure lo scultore Jean-Philippe Richard, che chiamò Isis una delle sue sculture per il Jardin exotique che corona il villaggio nel punto più alto del suo sperone.

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Questo giardino è forse la maggior attrattiva del villaggio. 
Creato con il concorso di Jean Gastaud, creatore dei Jardins Exotiques di Monaco, è protetto a nord dal plateau de la Revère e la sua pendenza assicura un drenaggio naturale importantissimo, visto che si trattava di piantare specie adatte al terreno arido: cactus, agave, aloe e via dicendo.

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La vista panoramica che si ha da lassù è mozzafiato, soprattutto in queste giornate di aria limpida invernale, in cui lo sguardo arriva nitido fino alla penisola di Saint-Tropez.

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Nel 2004 nasce la concezione odierna del giardino, in cui accanto alle piante esotiche si trovano vari percorsi, artistici e tematici e anche spazi adatti al relax e alla concentrazione.

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Al villaggio storico si accede attraverso la Poterne, l'ingresso principale, e si è subito immersi in un'atmosfera che parla di storie passate. 

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Numerosi sono gli atelier d'arte e le antiche pietre sembrano ancora risuonare dei passi degli antichi visitatori, tra cui Nietzsche.
 
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