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August 2014

Metti una sera al Buddha Bar

Quello di Monte-Carlo.

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La playlist è felicemente nota. Sono i brani che Papa Deejay seleziona e trasmette ogni venerdì e sabato sera dalle 23 alle 2 in contemporanea sulle frequenze di Radio Monte Carlo e MC2.
C
on una colonna sonora così sai già che la serata sarà speciale.

 

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Se poi ci aggiungi dei piatti gustosi profumati d'oriente e dal sapore delizioso, allora cominci ad avere qualche sospetto che la perfezione possa essere di questo mondo.
(vabbè questo sotto è un fondant au chocolat che di esotico ha assai poco, ma io ho un penchant fotografico per i dolci, chissà poi perché...)

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Ma se in più la compagnia è quella di persone uniche che ogni volta che le vedi ti accendono una scintilla di felicità nel cuore, bè...
let the perfect night begin!

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Feux Pyromélodiques à Cannes - Khan, Le Cygne Noir (Russia)

L'origine della manifestazione risale al 1967, quando la società Ruggieri e la città di Cannes organizzano la prima competizione internazionale tra i più celebri artificeri dell'epoca. Già allora i fuochi sono allestiti con colonna sonora e sulla base di un unico tema simbolico.

Oggi questo Festival è uno dei più prestigiosi appuntamenti pirotecnici al mondo: più di 150.000 persone assistono ad ogni serata per ammirare gli spettacoli che ogni anno illuminano la baia di Cannes in luglio e agosto.
L'ambito premio per il quale concorrono gli artificeri è la "Vestale d'argent" e ogni quattro anni i vincitori di ogni edizione tornano poi per cercare di guadagnarsi la "Vestale d'or.

La giuria valuta di ognuno tra gli artisti l'originalità, la scenografia, la sincronizzazione, il ritmo, la ricchezza estetica; parallelamente gli spettatori possono votare per attribuire il "Prix du public".

Quello di domenica scorsa era l'ultimo spettacolo in competizione ed era organizzato da una compagnia russa: Khan, sul tema "Le Cygne Noir".

La musica di Čaikovski fa da colonna sonora a questo spettacolo fiabesco, in cui il cigno nero, l'accidente inatteso, è là per confutare la teoria ordinaria del corso abituale delle cose.

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I fuochi ripresi dalla nostra postazione sulla spiaggia:

 

E qui il video ufficiale completo della mezz'ora di spettacolo:
 
 

Ristorante Riviera Beach a Cannes

Come trascorrere al meglio la serata aspettando l'ultimo spettacolo del festival dei fuochi piromelodici di Cannes? Al  Ristorante Riviera Beach, ovvio. 
E' sempre un'esperienza speciale mangiare i piatti prelibati che propone la sua cucina con i piedi nella sabbia, davanti allo splendido panorama dell'Estérel, mentre il sole tramonta e i bracieri si illuminano.

 

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La cucina è ottima, il servizio impeccabile, l'atmosfera impagabile

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(il café gourmand delizioso)

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Nuit des Djettes à Cagnes-sur-mer

L'ultima Promenade en fête di Cagnes-sur-mer è anche quest'anno quella dedicata alle performance dei dj che, suonando da 4 palchi musica di tutti i tipi, fanno ballare giovani e meno giovani sul lungomare reso per l'occasione pedonale.

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Quest'anno si tratta di quattro ragazze, come lascia intendere il buffo femminile alla francese dell'acronimo internazionale che indica chi si dedica alla selezione, al mixaggio e alla reinvenzione dei brani ballabili.

Joa Nana di fronte alla Chapelle Saint-Pierre (hit evergreen), più avanti Kaly (disco funk), poi Miss Flora (electro) e Orel (dance), alla fine della Promenade verso l'Ippodromo.

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E' quest'ultima la postazione dove i ragazzi si scatenano di più, ma la musica mette allegria a tutti i livelli e a tutte le fasce d'età.

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(finché si balla c'è speranza!)

 


Passaggio a Narbonne

L'ultimo risaliva esattamente a 6 anni fa e anche in quel caso era stata una visita fugace, una tappa nel percorso del rientro dalle vacanze . 

Questa volta ci fermiamo di ritorno dalla spiaggia di Gruissan.
Il canal de la Robine, il palazzo dell'Arcivescovado, l'imponente Cattedrale incompiuta e la via Domitia sono sempre gli stessi.


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(ma questa volta sono meglio attrezzata)


Gruissan

Situato a 14 km da Narbonne, Gruissan presenta un'incredibile varietà di paesaggi e atmosfere a seconda di quale parte del suo comune si visiti. L'antico villaggio di pescatori e viticultori, la rocca del castello, la passeggiata lungo l'Etang omonimo, le saline, il moderno port de plaisance, le spiagge più o meno selvagge, questa cittadina sa essere una continua sorpresa.

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Il centro storico di Gruissan è nato ai piedi del suo castello nell'XI secolo; unico villaggio marittimo a pianta circolare di tutto il Languedoc, le sue strade si sviluppano secondo circonferenze concentriche attorno alla rocca.
Passeggiando per le sue ruelles si respira un'atmosfera speciale: i suoi abitanti hanno saputo conservarne l'aspetto tipico, i colori e l'atmosfera mediterranea originale.

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Il castello di Gruissan visto da lontano ha l'aspetto di  una torre di guardia che domina il villaggio. I muri principali sono andati distrutti e salendo i 35 metri che portano sulla cima, accanto alla Torre detta di Barbarossa, la vista si apre a 360° sull'Etang di Gruissan, sul villaggio e sul mare.

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Numerose sono le spiagge, la più a ovest delle quali è la più selvaggia e raggiungibile solo attraverso un sentiero sterrato.

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La più famosa è invece la Plage des Chalets, così chiamata per le numerosissime casette su palafitte che la circondano.

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Le prime casette, che non sono ancora costruite su pali, appaiono verso il 1860, ai primordi della vocazione turistica balneare della cittadina di Gruissan.
Costruiti in legno dai Narbonesi, sono delle residenze turistiche occupate solo nella stagione estiva, che non hanno alcuna relazione con i pescatori del villaggio.
Qualche
anno dopo, a causa delle continue mareggiate che li distruggono, vengono ricostruti su palafitte dai pescatori, che ne fanno dei capanni ad uso professionale.

Originariamente senza acqua né elettricità, sono sati in seguito modernizzati.
Oggi Gruissan-plage con i suoi 1300 chalets è un luogo davvero singolare nel Languedoc-Roussillon. La sua ampia spiaggia sabbiosa ricorda quelle d'oltreoceano per le dimensioni e soprattutto per l'atmosfera. 

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Cité de Minerve

Tra la Montagna Nera e il Canal du Midi la cittadella di Minerve è un luogo davvero sorprendente. E' infatti un sito di grande importanza storica e geologica, che racconta di tragiche vicende catare e di rocce calcaree scavate per millenni dal lavoro incessante delle acque.

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Il villaggio sorge su una sorta di penisola rocciosa, uno sperone che si innalza sopra i corsi d'acqua incostanti del Brian e della Cesse, che hanno dato origine anche a degli incredibili ponti naturali e creato un paesaggio unico di creste e canyon.

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Ma Minerve è conosciuta soprattutto a causa dell'assedio che subì nel 1210 ai tempi della Crociata contro gli Albigesi. Iniziata dal Papa Innocenzo III per lottare contro l'eresia catara, la Crociata ebbe come conseguenza l'annessione delle province del Languedoc alla corona di Francia.
Dopo Béziers e Carcassonne anche Minerve, nel giugno 1210, è presa d'assedio; Simon de Montfort, facendo piazzare delle catapulte attorno alla città, ordina la sua distruzione. L'unico pozzo della città viene reso inaccessibile e la mancanza di viveri unita al gran caldo fa capitolare i minervesi.
I crociati cercano di obbligare alla conversione i catari di Minerve, ma questi si rifiutano di abiurare e vengono messi al rogo. Furono 140 i catari a morire in quello che fu il primo rogo collettivo dell'inizio della crociata.

Una scultura dell'artista Jean-Luc Séverac raffigurante una colomba ricorda, accanto alla Chiesa, i Catari vittime del rogo del 1210.

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Minerve presenta oggi numerose vestigia del tempo passato: la Candela (termine occitano), così chiamata per la forma, è quel che resta del castello del XIII  secolo.

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Le mura fortificate che circondano ancora oggi la città,

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La Porte Basse, la sola ancora visibile delle tre porte d'accesso originarie,

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Una replica della "Malvoisine", la più potente delle catapulte dell'assedio del 1210, fronteggia ancora la cittadella dall'alto delle rocce che si affacciano sullo sperone.

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ll villaggio è oggi classificato tra "Les plus beaux villages de France"; le sue stradine antiche e i muri di pietra sono incredibilmente silenziosi anche in questo limpido sabato ferragostano. 

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(non c'è nessuno, neanche i gatti, evidentemente offesi dalle assurde dicerie che li riguarderebbero, fatte "a posteriori" per screditare la comunità cat-ara)

 


Canal du Midi - Sulla Saint Ferréol tra Homps e La Redorte

Il villaggio di Homps ha origini gallo-romane; più volte devastato, prima durante la crociata contro gli Albigesi, poi durante le guerre di religione, rinasce proprio in seguito alla costruzione del Canal du Midi. Il suo porto, su cui veniva convogliato il commercio di vini della zona, era anche l'unico abbastanza ampio da permettere alle péniche di girarsi per invertire la rotta.

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Oggi da qui è possibile partire per una minicrociera di due ore sulla Saint Ferréol, una gabarde tradizionale che prende il nome dal bacino di raccolta delle acque che scendono dalla Montagna Nera e che alimentano il canale. 

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Si parte da Homps e il primo ponte che si incontra è il Pont de Jouarres del 1730, dall'arco circolare, come tutti quelli più antichi. Questa forma, che era una delle più solide e facilmente costruibili, aveva però l'inconveniente di dare luogo a passaggi molto stretti che non permettevano il transito dei cavalli al traino delle chiatte, che in quei punti dovevano quindi essere lasciate e procedere per inerzia.
Per questo con il miglioramento delle tecniche costruttive si passerà in seguito a volte ribassate più ampie, come quella del Pont Neuf (1788). 


La seconda tappa e la più affascinante è quella della Chiusa di Jouarres, il cui passaggio ci permette di salire i 4 metri di dislivello che ha il canale in quel punto. La forza delle acque immesse nella vasca è incredibile e l'ascesa è molto rapida.

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Nel video il passaggio della chiusa e l'arrivo all'Epanchoir d'Argent-Double:

 

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Un altro ponte a volta circolare è quello della Métairie du bois

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L'acqueduc d'Argent-Double è uno dei passaggi sospesi che permettono al canale di scavalcare il fiume sottostante.

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All'altezza del comune di La Redorte il Canal du Midi ospita un'opera unica: l'Epanchoir de l'Argent-Double, struttura composta di 11 archi sovrastati da un ponte pedonale, che permette la fuoriuscita delle acque dal canale in caso di piena eccessiva. 

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Ultima tappa il Pont Neuf, qui la Saint Ferréol inverte la rotta e torna lentamente al porto.
La velocità massima permessa nel canale è di 8 km/h. Tutto procede lento, le parole non servono; gli istanti si dilatano e diventano più leggeri durante la navigazione. 

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Un soggiorno nel verde - Le Canal du Midi tra Port La Robine e Le Somail

E' senza dubbio il colore dominante: il verde degli alti platani che costeggiano le rive, dei vigneti della campagna circostante, delle acque intorbidite dal passaggio continuo delle péniche e delle barche turistiche, un verde che dà ad ogni cosa una sfumatura di pace e tranquillità.

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Il Canal du Midi, che collega il Mediterraneo alla Garonna e di qui all'Atlantico, fu costruito, con lo scopo di facilitare il commercio del grano, dal 1666 al 1681 sotto il regno di Luigi XIV e la supervisione di Pierre-Paul Riquet; è il più antico canale d'Europa ancora funzionante. La sua costruzione fu un'opera di ingegneria molto complessa comprendente la realizzazione di 65 chiuse e di tratti sospesi per evitare che i fiumi incrociati vi immettessero i loro detriti.

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Lungo i 240 km che collegano Tolosa a Sète è possibile da aprile a ottobre la navigazione turistica e la natura del Languedoc vista dal canale è uno spettacolo davvero unico.

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Il nostro breve soggiorno ha base nel sud Minervois à Mirepeisset non lontano da Port La Robine, là dove il canale si biforca dando origine appunto a quello della Robine che scende a Narbonne.

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Risalendo invece il canale dal lato opposto si arriva a Le Somail, grazioso porto al quale possiamo recarci a piedi lungo il fiume con una passeggiata di una ventina di minuti. 

Questo centro, costruito nel XVII secolo, era una delle tappe in cui si fermavano i battelli di posta per trascorrere la notte. L'Auberge du Somail è ancora oggi un albergo con annesso un pittoresco ristorante dove si può gustare, tra il resto, un'ottima fidéua (la paella catalana con la pasta al posto del riso). 

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(c'è il Gatto, qui si può stare)

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Il ponte a dorso d'asino, detto "di Riquet" è caratteristico per la sua volta circolare tipica dei più antichi ponti del canale.

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La grande via d'acqua è come una strada, solcata da barche di ogni epoca e di ogni dimensione, ma anche le sue rive sono percorse da escursionisti - a piedi, in bici e a cavallo - che scoprono i dintorni immersi nel verde assoluto. 

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La densità della popolazione residente - e anche di quella turistica - è minima, tutti si salutano al passaggio, gli abitanti delle grandi case galleggianti ormeggiate a riva vivono una vita silenziosa, qualche cane abbaia, i pescatori sonnecchiano. 

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E in mezzo a tutto questo verde fa ancora più meraviglia l'esplosione dorata di un tramonto così:

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Bella mia

Esprimi un desiderio. 
"Vorrei trovare relax e tranquillità nel week end di ferragosto e sfuggire al caos delle spiagge della Costa Azzurra" 
Sembra impossibile, soprattutto cercando una sistemazione all'ultimo momento e in un raggio non troppo ampio di distanza da Nizza (scelta questa obbligata dai soli tre giorni che si hanno a disposizione).
E invece no! Grazie un po' alle ricerche di Marco, un po' al caso -che qualche volta dà anche una mano- ci siamo imbattutti in un vero gioiellino, in un alloggio davvero unico nel suo genere che si trova in una regione bella e selvaggia come il Languedoc-Roussillon.

Si tratta di Bella Mia, un bateau à quai, cioè un barca affittata come appartamento, ormeggiata sulle rive del Canal du Midi a Mirepeisset, poco lontano da Le Somail, alle porte del Minervois.

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La barca, costruita nel Regno Unito negli anni '50, oltre che incredibilmente affascinante da abitare, è anche molto confortevole, potendo ospitare fino a 4 persone e offrendo ampi spazi interni ed esterni ove trascorrere il tempo sonnolente della vita del fiume.

Restaurata accuratamente in un processo durato 5 anni, ha gli interni in mogano suddivisi in tre aree: il lounge, con tavolo e due comodi divani che possono trasformarsi in letti; la cucina, dotata di frigo e fornello a gas con forno; e, a prua, una spaziosa camera con due letti, bagno con doccia e l'area wc.

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All'esterno un'ampia terrazza con tavolo, riparata dalle fronde dei platani che costeggiano il canale, invita a pigre colazioni e rilassanti aperitivi accompagnati dallo spettacolo delle barche che passano.


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Qui infatti si possono lasciar fluire le giornate semplicemente osservando lo scorrere delle acque e delle péniche che scivolano silenziose, mentre si sorseggia una tazza di thè, o offrendosi un aperitivo con tapas al baretto vicino de "La porte Minervoise" oppure passeggiando sulle rive del fiume, per ammirare le grandi chiatte trasformate in abitazioni da chi ha scelto la vita sul fiume.

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Oppure si può scegliere di farne il punto di partenza per visitare la zona: il Minervois e le Corbières con i loro vigneti, i centri antichi e le abbazie, Narbonne, Beziers, ma anche le ampie spiagge sabbiose di quella parte del Mediterraneo e, perché no, parte dell'Aude con le sue storie catare. 

Ma in fondo nulla di tutto ciò è davvero necessario. Bella Mia ti trasmette da subito quel senso di benessere che fa sì che tutto quello che si sceglie di fare (o di non fare) è esattamente quello che doveva succedere, in questo posto magico.

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Jonathan è il proprietario del Bed&Breakfast di Mirepeisset La Souqueto, di cui Bella Mia è una sorta di "dépendance".
Un grazie a lui che ci ha ospitato sulla sua preziosa dimora galleggiante, dandoci il privilegio di prendercene cura, anche se solo per tre giorni.

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(ma ritorneremo, come so per certo ogni volta che lascio un luogo che mi ha voluto bene).