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April 2014

La prima margherita della stagione

Non è un fiore ma ha un profumo buonissimo. 
La prima puntata dell'anno sull'isola di Sainte-Marguerite (la più grande delle Lérins, l'arcipelago che si trova di fronte al golfo di Cannes) ha sempre la ritualità di un'iniziazione, è un po' come la cerimonia inaugurale della stagione del mare e del sole. 
Non è mai troppo caldo quando si prende per la prima volta il battello per la breve traversata, ma è proprio quel venticello fresco che si mette in moto quando partono i motori, che ti fa venire ancora più voglia di sole e già cominci a pregustarti quello che troverai sulle note rocce che si affacciano sull'isola di Saint-Honorat.

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Il profumo, dicevo. E' quello dei pini e del mare. Della terra rossa e dell'olio solare. 
I colori sono più caldi dell'aria, che è ancora frizzante ma suona note dolcissime.


music: Fountain by IAMAMIWHOAMI


La Locanda à Nice

Di questo ristorantino nizzardo mi avevano parlato bene già da tempo, ma solo oggi abbiamo avuto l'occasione di andarci, complice l'invito di un amico che ci ha proposto un pranzo al sole sulla sua bella terrazza.
La locanda si trova fuori dalle direttrici strettamente turistiche di Nizza, appena all'inizio delle colline che si estendono ad est della città, ma sufficientemente vicina al centro da essere raggiunta in pochi minuti a piedi, partendo dal nostro quartiere.

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La location è davvero carina: un giardino, delle terrazze e un bell'ambiente interno accolgono gli ospiti per offrir loro a mezzogiorno un appetitoso menù fisso e alla sera una ricca carta di piatti della cucina italiana.

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Salta subito agli occhi la cura riservata alla qualità degli ingredienti: la zona del giardino dedicata alla coltivazione delle erbe aromatiche e a qualche verdura, la cantina a vista con l'esposizione di bottiglie, salumi e formaggi di qualità garantita, il bancone dedicato alle paste e al pane fatto in casa, sono dettagli decisamente eloquenti sull'importanza che qui viene data alla qualità di ciò che viene portato in tavola.

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La locanda è uno dei 7 ristoranti italiani di Nizza ad aver ricevuto la certificazione di qualità dalla Camera di Commercio Italiana (e chi è stato ameno una volta a Nizza ha visto quanti ce n'è che si fregiano della denominazione generica) e lo Chef Bonizzoni riceve ogni anno molteplici riconoscimenti per la sua attività.

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Oggi il menù del giorno era composto da un antipasto di peperoni al forno con tonno e insalata, dei maltagliati ai funghi e scaglie di garna e una crostata al gianduia. Il tutto delizioso.

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A refaire sûrement, magari una delle prossime tiepide sere d'estate, per assaggiare le prelibatezze che lo "Chef Boni" ci consiglierà.

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(in mancanza dello chef abbiamo qui ritratto uno dei fedeli controllori della qualità del cibo)


Corso fleuri de la reine à Vence

A Vence la tradizione di celebrare le festività Pasquali con una serie di manifestazioni folkloristiche risale al 1922, grazie all'iniziativa dell'allora sindaco Henri Giraud, che decise di riunire in questi giorni alcune feste religiose per farne un appuntamento speciale. L'elezione della "Reine" de Vence risale ad allora. La cartolina che segue ritrae il sindaco Giraud con la prima reginetta di Vence.

Cartes postales anciennes original 27
Ispirate alla tradizione provenzale, le feste del week end pasquale comprendono balli tradizionali, cerimonie religiose, omaggi ai provenzali celebri e si concludono con la sfilata dei carri fioriti il lunedì di Pasquetta. 
Una fanfara precede il calesse della reine, che apre il corso, in cui si susseguono una decina di profumatissimi carri e qualche gruppo di danzatori esotici.

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Il centro storico di Vence è molto caratteristico, con le sue stradine lastricate e le case di pietra che ospitano negozietti e ateliers di artisti; peccato che la vocazione turistica che volle imprimere al villaggio il suo sindaco più famoso non basti a far sì che essi siano aperti nei giorni festivi. 

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Anche la Chapelle du Rosaire di Matisse è aperta in orari molto limitati e solo nei giorni feriali.

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(ma riusciremo a vederla prima o poi)


Château de Mouans-Sartoux

Costruito alla fine del XV secolo il castello di Mouans è rimasto proprietà di Grasse fino al 1750 ed è poi passato a Villeneuve. Acquistato dalla famiglia Durand de Sartoux all'inizio del XIX secolo viene ricostruito seguendo il progetto originario, conservando quindi la sua architettura triangolare, le sue tre torri e la sua corte interna.

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Oggi è proprietà del comune e ospita l'Espace de l'Art Concret, inaugurato nel 1990, con una esposizione permanente nella costruzione che sorge a fianco e uno spazio espositivo temporaneo proprio all'interno del castello.

Fino a giugno 2014 ospita Lignes de force. Filo conduttore è l'uso del linguaggio nell'opera d'arte figurativa nel contesto delle avanguardie degli anni '60 e '70, che hanno accordato alla parola scritta una parte preponderante nell'opera d'arte: è l'essenza stessa dell'arte che è in gioco in questa identificazione tra arte e linguaggio.

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L'Esposizione permanente costruisce un percorso tra le opere della donazione Albers-Honegger che pone l'accento sul ruolo fondamentale dell'Europa nello sviluppo delle diverse forme dell'astrazione geometrica. 

Formatosi a Parigi nel 1930 attorno alla figura di Théo Van Doesbourg, il gruppo Art Concret rivendica una forma d'arte non figurativa che privilegia gli elementi plastici dell'opera d'arte.

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Qui un'altra esposizione temporanea verte sulla Lentezza: opere, gesti, collaborazioni  si dispiegano su durate che si estendono in tentativi di infinito. 

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Oltre il castello e il suo parco il centro storico della cittadina, ricco di stradine fiorite e facciate ridipinte à l'ancienne.

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Biot

Donato nel 1209 all'ordine dei Templari il villaggio che sorge nell'entroterra di Antibes passa da periodi di decadenza ad altri di rinascita fino all'epoca recente in cui da un lato la zona diventa sede del polo scientifico di Sophia-Antipolis, dall'altro si sviluppa l'arte vetraia del tipico "vetro a bolle di Biot". 

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Il "vieux village" è formato da un insieme di viuzze in parte ciottolate che si diramano dalle principali porte di accesso verso il fulcro ideale del paese, la place des Arcades, il centro del primo insediamento di Biot e una sorta di anticamera alla chiesa di Sainte-Madeleine.
 
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La chiesa è stata ricostruita nel XV secolo, assieme al paese, sulle rovine di un'antica chiesa romana del XII secolo, essa stessa a sua volta probabilmente edificata su un santuario romano; è una delle rare chiese francesi in cui si scende attraverso una scalinata verso la navata. 
 
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Due sono le porte di accesso al villaggio ancora coservate: la Porte de Migraniers (melograni), in cui è ancora possibile vedere l'antico camminamento di ronda e le due torri, e la Porte des Tines, inserita in un insieme urbano costituito da una torre quadrata e da un lavatoio.

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Oggi Biot è conosciuta soprattutto per il suo vetrificio. Creato nel 1956 da Eloi Monod, quello del "Biot vetro" è un marchio registrato, la cui caratteristica principale sono le bolle che si creano al suo interno.
La fabbrica è visitabile e durante la settimana sono previste visite guidate. Senza di queste riesce un po' difficile comprendere le fasi del complesso lavoro di questi artigiani, i cui movimenti sapienti sembrano incastrarsi l'uno con l'altro come per magia, fino a creare da un magma informe e rovente oggetti cristallini variopinti dalle forme perfette.
 
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