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November 2013

Novembre a Cap d'Antibes

A novembre il clima della Costa Azzurra è ancora tale da permettere di fare delle belle passeggiate costiere e tra i numerosi sentiers littorals della zona quello di Cap d'Antibes è sicuramente uno tra i più belli.
Si parte dalla plage de la Garoupe, dove sulla terrazza del ristorante Le Rocher è ancora possibile pranzare all'aperto. 
La vicina spiaggia privata è invece dismessa, ricordandoci che l'inverno è ormai alle porte, anche se, durante le ore centrali del giorno, si può ancora approfittare di qualche bella pausa al sole.

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Il sentiero si snoda tra le rocce e il mare seguendo il tracciato sinuoso del promontorio e regalando prima un panorama verso Nizza che abbraccia l'intera Baie des Anges e poi la vista sul golfo di Cannes con le isole Lérins e lo sfondo del profilo dell'Estérel.

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La passeggiata di circa tre chilometri si conclude con un breve tratto di strada interna che ricollega alla Garoupe, dove ci sono ancora i pescatori che attendono fiduciosi il frutto delle onde. E i gatti anche.

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A spasso per Barcellona

Barcellona è una città che si sa donare anche al visitatore più frettoloso. Basta infatti passeggiare per le sue strade più celebri, camminare attraverso le piazze e i quartieri più turistici per respirare già l'aria speciale che la pervade.

Come la Rambla, la strada pedonale più famosa al mondo, che è unica e sorprendente a qualunque ora del giorno e in qualunque stagione, con il suo prolungamento ideale verso il mare, la passerella chiamata Rambla del mar.

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Partendo da questo asse principale con poche deviazioni si raggiungono alcune delle zone più caratteristiche della città, come il Barrio Gotico, il quartiere medievale con il suo labirinto di stradine, le piazzette e la Cattedrale di Santa Eulalia.

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La passeggiata si conclude idealmente con un caffè in Plaza Real, una piazza neoclassica con palme e portici, piena di deliziosi ed economici bar e ristoranti, dove si ha l’opportunità di ammirare uno dei primi lavori del giovane Gaudì: gli inusuali lampioni.

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Tornando sulla Rambla, vicino al Mercat de la Boqueria si trova il teatro Liceu considerato uno dei più bei teatri operistici europei insieme alla Scala di Milano.
Alla fine della Rambla troviamo il monumento a Cristoforo Colombo; costruito in occasione dell’Esposizione Universale del 1888 è diventato con gli anni uno dei simboli della città.

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Al capo opposto della Rambla, dopo Plaza de Catalunya si apre invece il quartiere Example, l'ampliamento, famoso per le boutique eleganti ma soprattutto per le case costruite da Antoni Gaudi.

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Inutile aggiungere che queste brevi passeggiate hanno come unico corollario la certezza che qui ci dovrai tornare.


La Boqueria

L'immagine è di repertorio (risale al 2008) ma solo perché al momento la splendida insegna del celebre mercato coperto di Barcellona è in corso di restauro.

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Nato nel XII secolo come mercato ambulante sulla Rambla, che già allora era una celebre via commerciale, si trasferì in seguito davanti a una delle porte delle antiche mura della città; esistono documenti che testimoniano la presenza di bancarelle di venditori e allevatori provenienti dai villaggi dei dintorni in "Pla de la Boqueria" (l'attuale slargo antistante l'ingresso del mercato) dal 1217. 
Nel 1835, in seguito alla distruzione del convento di San José (da cui il nome del mercato), che doveva lasciare il posto a una grande piazza porticata simile alla Plaza Real, il mercato viene trasferito in quest'area per toglierlo dalla Rambla.
Nel 1840 è posta la prima pietra del grande mercato coperto della Boqueria e nei decenni successivi vi si installano, dopo le pescherie, anche le fioriste e i venditori di frutta e verdura.

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Nel 1914 è inaugurato il mercato con la sua struttura metallica. Simbolo delle tradizioni della città e il più famoso di Spagna e il più grande della Catalogna; è un luogo vivo e ricco di fermenti, vi si trovano prodotti tipici e altri introvabili, è un luogo di degustazione, di scuola e di cultura.
Colori, profumi, sapori compongono delle vere opere d'arte multisensoriali sui banchi dei commercianti, dei produttori e dei ristoratori. 

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Tibidabo

Tibi dabo, "ti darò" come disse il diavolo, indicando tutto il mondo sottostante, dall'altissima montagna sulla quale stava cercando di tentare il Cristo.  
E una volta raggiunti lassù si capisce come sia nata la tradizione per la quale quella montagna sarebbe stata proprio la collina che sovrasta Barcellona: la vista si perde sulla pianura e verso il mare, abbracciando a perdita d'occhio l'intera città e le coste circostanti. 

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Alta 512 metri, la collina è raggiungibile con lo storico tram blu (da novembre è attivo solo nei week end e nei giorni festivi) oppure con l'autobus e quindi con la funicolare; costruita nel 1901, e la prima di questo genere in Spagna, è dello stesso periodo cui risalgono la "tramvia blau" e lo stesso parco di divertimenti, per arrivare al quale costituiscono da sempre l'ideale mezzo di trasporto e il simbolico inizio del magico viaggio.

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Anche il parco di divertimenti nei mesi invernali è aperto solo nel week end, mentre durante la settimana solo alcune aree (quelle del cosiddetto Sky Walk) sono accessibili.
La vista di cui si gode da lassù, le passeggiate nel verde e la visita del Temple de Sagrat Cor  valgono comunque la salita fino alla cima del Tibidabo.

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Il luna park fu costruito nel 1889 e molte attrazioni sono ancora quelle di quel periodo, il che dà al luogo un'atmosfera un po' estraniante e fuori dal tempo. 

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Il Temple Expiatory del Sagrat Cor è una chiesa neogotica la cui costruzione cominciò nel 1902 sul luogo di un precedente eremo risalente a qualche decennio prima e terminò nel 1961.
E' formata da una cripta sovrastata da una chiesa monumentale cui si accede da una doppia scalinata. All'apice una gigantesca statua di Cristo.

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(sotto, alla caffetteria, un gatto attende fiducioso)

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La Pedrera (Casa Milà)

Eretta tra il 1906 e il 1910 da Antoni Gaudì, la Casa Milà è uno dei monumenti del modernismo catalano e deve il suo soprannome (cava di pietra) al suo aspetto esteriore modellato in pietra calcarea.
All'inizio del XX secolo il Passeig de Gràcia era diventato una delle principali arterie della città e il luogo residenziale privilegiato della borghesia, sede di un fermento costruttivo, nel quale i migliori architetti di Barcellona davano prova della loro creatività, come nell'Illa de la Discordia, dove Gaudì aveva appena costruito la Casa Battlò.

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Fu in questo contesto che Gaudì ricevette la commissione da parte dell'imprenditore Pere Milà i Camps, che aveva sposato una ricca vedova ereditiera. Il progetto prevedeva la costruzione di un edificio di grandi dimensioni, che comprendesse la casa di famiglia, ma anche appartamenti da affittare, mentre la parte esterna sarebbe stata riservata a locali commerciali.

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L'insieme forma un'opera tipica di Gaudì, che mescola linee rette e curve, con forme organiche che evocano la natura; il culmine piastrellato della facciata fa pensare a delle cime innevate, i balconi imitano delle piante rampicanti e sulla terrazza camini ricoperti da mosaici in ceramica ricordano teste di guerrieri protette da elmi.
Vi è anche un forte simbolismo religioso: il cornicione è decorato con boccioli di rosa scolpiti con le parole dell'Ave Maria in latino.

La visita alla Pedrera comincia dalla terrazza. Questo spazio non ha paragoni con nessuna architettura del periodo. La forma ondulata si rifà a quella della facciata e vi sono installate le uscite delle scale, i camini e le torri di ventilazione che creano un vero parco di sculture a cielo aperto.
Sul tetto vi sono trenta camini, due torri di ventilazione e sei uscite di scala dalle forme più varie. Quelle che danno sulla strada sono ricoperte di frammenti di ceramica e presentano un'ondulazione elicoidale, mentre le altre hanno la forma a campana.

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Poi si passa alla visita delle stanze che ospitavano le soffitte con i locali di servizio; qui ora è allestito lo Spazio Gaudì, un'esposizione dedicata alla vita e ai progetti dell'architetto catalano. Percorrendo questo spazio, coperto da una struttura di 270 archi catenari -che non necessita di strutture portanti e costituisce un unico corridoio aperto- si ha la sensazione di essere all'interno delle viscere di un serpente di cui si distingue chiaramente la spina dorsale e il costato.

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Scendendo ancora, al quarto piano, è possibile visitare la ricostruzione di un appartamento nell'aspetto e con l'arredamento che aveva all'epoca della costruzione del palazzo. Mobili, suppellettili e servizi sono quelli di cui poteva disporre una famiglia borghese dell'inizio del '900.

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Gli appartamenti furono disegnati da Gaudì in modo da adattarsi facilmente ai bisogni degli inquilini: in assenza di muri portanti gli spazi potevano essere ricreati seguendo le necessità e i gusti del locatario.
La decorazione dell'appartamento dei Milà, oggi destinato alle esposizioni, era una delle più lussuose dell'edificio.


La Sagrada Familia

La prima volta che ero stata a Barcellona ci avevo rinunciato. Era stata una visita lampo e la prospettiva di attesa per entrare alla Sagrada Familia avrebbe implicato la rinuncia a vedere qualunque altra parte della città. Questa volta invece, pur avendo a disposizione poco più di un week end ero decisa: fila o non fila la si visita. 
E così è stato. Fila, ovviamente; più di un'ora. Ma quando varchi il portale della Facciata della Passione quello che ti trovi di fronte ti lascia davvero senza parole. "Wow" è stato l'unico suono che mi è uscito a più riprese.
Iniziata nel 1882 l'opera della vita di Antoni Gaudi potrebbe essere completata, nella migliore delle ipotesi, per il 2026 ma in realtà il procedere dei lavori è discontinuo e dipende in larga parte dall'afflusso delle donazioni.

La nostra attesa per l'ingresso alla cattedrale comincia proprio dalla facciata principale, quella della Natività, sul lato opposto rispetto all'ingresso al pubblico.

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mentre procediamo a passo di lumaca attorno al cantiere lo sguardo sale alle gru e alle impalcature, che, è innegabile, hanno qui un fascino tutto particolare. Si tratta della maggior opera in costruzione degli ultimi secoli, un progetto grandioso e coraggioso, un simbolo potente nel quale il creatore ha voluto identificarsi.
Il creatore del progetto, intendo, ma forse anche quello dell'universo, chissà.

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L'ingresso  per i visitatori si fa dalla facciata secondaria, quella della Passione

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I campanili sono dedicati ai 12 apostoli. Quello della Passione è visitabile: si sale con l'ascensore e si scende a piedi dalle scale interne. Da lassù si può godere di una vista splendida sulla città, nonché sui particolari della chiesa in costruzione.

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La chiesa è una basilica e ha cinque navate, quella centrale è alta 45 metri e lunga 29. 
Gli elementi architettonici privilegiati da Gaudì sono quelli ispitrati alle forme che si trovano in natura e se la facciata principale è chiaramente ispirata alle concrezioni rocciose, all'interno è una vera e propria foresta che prende vita grazie alla luce che entra dalle vetrate colorate e anima di vibrazioni e sussurri le fronde dei rami, le foglie e i frutti della vegetazione rappresentata dalle multiformi colonne.

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Ogni dettaglio è ricco di simbolismi, le vetrate richiamano Santi, santuari e parabole di Gesù.

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Negli ultimi quindici anni della sua vita Antoni Gaudí ha continuato a progettare le differenti parti che avrebbero dovuto costituire la chiesa nel suo futuro. Lo ha fatto sempre privilegiando forme curve come l'iperbole e la parabola; e anche elicoidali, conoidi e ellissoidi. Un'attenzione particolare è sempre data all'illumiazione e all'acustica. La Sagrada Familia è un'esperienza plurisensoriale.

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Barcellona - Montjuïc

La collina di Montjuïc, che si pensa prenda il nome da un antico cimitero ebraico che qui si trovava, si innalza sul lato sud-ovest di Barcellona.
Tutta l'altura è un grande parco cittadino, con giardini botanici e numerose attività ricreative, meta di gite per turisti e abitanti della città. La sua vetta è raggiungibile con la funicolare, integrata nella metro cittadina, o con una funivia panoramica, la Telefèrica, che offre una vista sul parco e sulla città davvero spettacolare.

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Il porto con la Rambla del mar, la Sagrada Familia, il Palau Nacional, la collina di Tibidabo, sono altrattanti punti salienti che definiscono immediatamente la topografia della città.

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Se la costruzione del Palau Nacional si deve al Salone Internazionale del 1929, l'Anello Olimpico invece è stato costruito per le Olimpiadi del 1992: la Torre Olimpica progettata dall'architetto Santiago Calatrava ne è il simbolo.

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Sede di numerose attrazioni, tra cui il Poble Espanyol e numerosi Musei, come la Fondazione MIrò, sulla sua cima si trova il Castello di Montjuïc, costruito dai Borboni nel 1640 sui resti di un'antica fortezza, che oggi ospita il museo militare.

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La plaça de Espanya, che offre una prospettiva splendida sul Palau Nacional e sulla Fontana Magica è il limite ideale del quartiere di Montjuïc verso est. 
Dalla terrazza del centro commerciale Arenas, raggiungibile con un ascensore dalle vetrate panoramiche, la vista sulla piazza e sulla collina è suggestiva, soprattutto alla sera quando la città si illumina di luci e di luna.

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