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August 2012

Ci sono dei giorni in cui.....

...pensi solo a volerti rilassare. E avendo in programma una giornata di mare alle rocce rosse dell'Estérel rinunci a prendere con te la macchina fotografica, che "tanto sei già piena di borse e in fondo il mare lì è sempre lo stesso".
Peccato che poi, quando ti trovi a scegliere per il tuo relax una calanque fino a quel momento inesplorata e ti accorgi che quel giorno lì l'acqua è incredibilmente cristallina, che prende tutti i colori dello spettro dal verde azzurro all'indaco (sì, esiste!), che l'aria è talmente limpida dopo il temporale del giorno prima da far risaltare il rosso delle rocce in modo quasi sfacciato, allora maledici l'istante in cui non ti sei presa a tracolla l'apparecchio fatidico (che poi il grandangolo ce l'ha già montato d'ufficio).
E' a quel punto che benedici quindi il tuo iPhone perché, quegli attimi lì in qualche modo devi proprio avere l'illusione di poterli fermare. Solo, il rumore delle onde e la carezza del vento non possono essere immortalati. I colori sì.
Eccone qualche (foto)grammo:

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fa un etto e mezzo... che faccio, lascio?  


Fuochi Piromelodici a Monte Carlo

Ultima serata ieri per il Concorso Internazionale di Fuochi Piromelodici di Monaco.
Questa volta era all'onore l'Inghilterra con uno spettacolo organizzato su splendide musiche di Paul McCartney (Live and let die), Snow Patrol (Chasing Cars), Escala (Palladio), Jackie Wilson (Reet Petite), Dario G (Sunchyme), Leona Lewis (Run). 
Asssitere a questi giochi di luci che danzano così sulle note ha davvero qualcosa di magico, tanto più che l'impianto di diffusione della musica su tutto il Port Hercule emetteva un suono perfetto e pulitissimo. 
Probabilmente trasmesso via radio, come dedotto dal marco in seguito, dopo aver osservato i due fenomeni di distorsione e il taglio finale del suono pochi istanti prima del gran finale, a causa del temporale che alla fine ci ha fatto scappare tutti all'impazzata. 

 

Davvero violento il vento credo abbia causato anche qualche danno nel Principato, dato che alla fine c'era un po' di tutto rovesciato per strada: ombrelloni, sedie, pannelli vari, vasi di fiori.
Fortunatamente lo spettacolo non ne ha risentito troppo.
Qui anche un po' di foto:

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La Nuit des DeeJays à Cagnes-sur-mer

Venerdì scorso ha avuto luogo l'ultima Promenade en fête a Cagnes-sur-mer, l'ultimo tra i tanti appuntamenti estivi che prevedevano la chiusura del traffico lungo tutto il tratto costiero della passeggiata a mare della cittadina. 
Questa volta -dopo la St-Pierre, il festival delle arti di strada, i fuochi del 15 agosto e forse qualche altro evento che ora mi sfugge- si trattava della "Nuit des DeeJays", appuntamento dedicato alla musica dance con l'allestimento di 4 palchi destinati ciascuno ad uno stile di musica differente.
Una bella iniziativa che dimostra attenzione verso i gusti dei ragazzi (ma non solo).
Un aneddoto mostra come la cosa sia insolita (e apprezzata) anche qui in Francia. Vedendomi con la macchina fotografica un signore ha pensato -chissà perché- che fossimo dei giornalisti di Nice-Matin e ci ha rincorso per chiedercene conferma.
Ci ha poi raccontato essere di Tolosa e che in realtà avrebbe tanto voluto far conoscere il suo apprezzamento per questo genere di iniziative che nella sua città sono impensabili: "chiudere al traffico un'intero asse viario importante per fare una cosa così bella per i ragazzi!!!".
In effetti non capita ovunque che vengano organizzate cose belle per i ragazzi; in Italia direi che è cosa piuttosto rara. 

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I palchi con console erano 4 e decisamente ben assortiti, ce n'era davvero per tutti i gusti; la più affascinante senz'altro era la postazione della techno, col dj che suonava la musica per davvero, senza l'ausilio di computer; la più affollata quella che metteva le hit del momento, la più pittoresca quella con gli evergreen e le persone un po' più âgées che ballavano in coppia. 
Un po' di malinconia alla "chiusura delle danze" perché con questa serata finiva un po' un ciclo, quello delle feste d'estate; anche se, almeno meteorolgicamente, la bella stagione sembra ben lontana dal volerci abbandonare. 


Il mondo è rotondo

E quindi il giro del medesimo non finisce mai, essendo ricorsivo per definizione. 
Forse per questo 4 anni e mezzo dopo il suo Tour du monde, David si è accorto che mancava ancora una tappa per completare per davvero il medesimo.
Così eccolo a passare per Nizza, a trovare due amici virtuali che hanno seguito tappa per tappa gli avvincenti racconti e le splendide foto raccolte allora nel suo blog
Ok, allora si trattava di Vox ed era tutta un'altra storia.
Troppe sono le persone fantastiche che ho conosciuto attraverso quella compianta piattaforma.
Due le ho qui accanto ora: il Marco e Lo Ziggy (eh già... senza La Svet chi l'avrebbe mai conosciuto questo panzottone che ora  mi fa caldo sulla gamba destra?), ma tante ne ho potute abbracciare finora tra Parigi e il Nord dell'Italia e tante sono quelle che spero di incontrare nel prossimo futuro. 
Grazie quindi a Vox.
E grazie a David della sua visita che spero di poter presto ricambiare, possibilmente andando a trovarlo in Bretagna, dove lavora ora, essendo giornalista presso il Télégramme.

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Passaggio a Gordes

E' stato un passaggio veloce, quello a Gordes, splendido villaggio del Luberon. 
Niente visita all'abbazia de Sénanque e nemmeno al villaggio delle Bories.
Solo una passeggiata tra le strette viuzze del centro, tra le case di pietra e i profumi di Provenza.
Quanto basta per sapere che occorrerà tornarci.
Magari a luglio con la lavanda in fiore. 

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Roussillon

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Questo villaggio del Luberon è uno spettacolo a non mancare assolutamente se si passa da quelle parti della Provenza. E' una tavolozza composta di tutte le sfumature dell'oro e del rosso, un posto magico dove tutte le combinazioni dell'ossido delle ocre si trasferiscono dal paesaggio alle case colorando ogni cosa di tinte calde.
Una strada sinuosa, su cui si affacciano porte e facciate del XVII e XVIII secolo, sale verso l'alto dove un tempo sorgeva il castello medievale. Qui si trova ora la chiesa di Saint-Michel e uno sperone con punto panoramico sulla valle tinta di verde e di rosso.

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La leggenda  racconta che Sermonde, sposa del terribile Raimond, signore di Roussillon, fosse innamorata del giovane trovatore Guilhelm de Cabestang. Il castellano geloso uccise il poeta e ne servì il cuore in pasto alla donna, che, una volta saputa la verità, si gettò nel vuoto, colorando per sempre le rocce del rosso del suo sangue.

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Le cave di terra rossa sono state sfruttate dalla fine del XVIII secolo fino al 1930, quando la scoperta di nuovi modi di estrazione e di giacimenti più redditizi ne hanno decretato la chiusura.

Oggi il Sentier des Ocres, che parte appena fuori dal centro del villaggio, permette un'immersione nella vegetazione particolare delle colline d'ocra, le cui tinte dal giallo al violetto costituiscono l'affresco naturale di pareti, volte e pinnacoli scavati dall'uomo ed erosi dagli agenti atmosferici.

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Altre cave sono disseminate in vari comuni della zona: Villars, Gargas e Rustrel col suo Colorado provençal. 

 


In canoa nelle Gorges de l'Ardèche

Marco ci era già stato anni fa e non si può certo dire che non fosse rimasto impressionato da quell'esperienza, visto che era un po' che pensava di ritornarci.
Dopo averla fatta anch'io posso dire che è davvero una bella escapade quella che prevede la discesa in canoa attraverso le Gorges de l'Ardèche: un paesaggio unico e selvaggio in mezzo a una natura incontaminata, la possibilità di trovarsi immersi tra il fiume e le rocce, di riposarsi al sole, di bagnarsi in specchi d'acqua bassa e cristallina, di lasciarsi trasportare dalla corrente e cercare di domarla quando le acque si imbizzarriscono un po'.


Quello scavato dal fiume Ardèche nell'altipiano calcareo che si trova tra il Pont d'Arc e St-Martin-d'Ardèche è un un vero e proprio canyon di una trentina di chilometri. 
Le anse del fiume possono essere seguite dall'alto da una strada panoramica, dal basso attraverso i sentieri che ne attraversano i boschi oppure -e personalmente credo che sia l'esperienza più coinvolgente di tutte- percorrerle direttamente attraverso i meandri e le rapide del fiume che ha dato loro origine.

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Noi abbiamo scelto il percorso di 24 km, da farsi quindi in giornata (tempo stimato di discesa circa 5 ore, ma con le pause per rifocillarsi e prendere il sole bisogna calcolare dal mattino al tardo pomeriggio), ma esistono anche dei tour che prevedono dei pernottamenti in tenda in una delle due zone di bivacco autorizzate: Gaud e Gournier; quella percorsa dal fiume è infatti una riserva naturale in cui è proibito il campeggio al di fuori delle aree previste.

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Le rapide sono numerose e -anche se nessuna è particolarmente pericolosa- le più movimentate sono sorvegliate da pompiers che vigilano perché non accadano incidenti, soprattutto nei periodi in cui l'afflusso dei turisti è tanto intenso da creare un discreto traffico sulla via fluviale. 

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Una bella giornata intensa di sport e natura. 

 


Ferragosto 2012

Per quale motivo la sera del 15 agosto 2012 è degna di essere ricordata negli annali degli eventi estivi nizzardi a memoria dei posteri che narreranno le gesta dei suoi protagonisti per secula seculorum?
Per il penultimo prom' party della stagione?? per i fuochi d'artificio sulla Baie des Anges???
Noooo.... !!!! per la cena dei Body Jammers più fedeli di Fitnessland!!!
Sì, ok, i nostri prof ci hanno tirato il bidone (e dovremo trovare il modo di fargliela pagare, come quando sono loro a farci salire sul palco se entriamo in sala in ritardo), ma la cosa non ci ha certo impedito di festeggiare a nostro modo l'energia che ci unisce quando ci troviamo tutti insieme a ballare le coreografie che Thomas e Maud di volta in volta ci propongono.

Eccoci dunque in Cours Saleya a brindare alla nostra amicizia, alla musica e al ballo che ci uniscono.

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Non poteva certo mancare il "décoiffage" elemento imperante in quest'ultima release di Body Jam.... Thomas è talmente inflessibile nell'istigarci allo "spettinamento" presente nel primo blocco cardio da far diventare questo gesto un automatismo del quale non possiamo proprio fare a meno ogni volta che ci incontriamo!!!

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Certo non mancano le doti recitative ai protagonisti in questione: c'è chi le affina all'Actors Studio, c'è chi ce le ha di suo per nascita, e infine chi entrambe le cose!

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Alla prossima amici!
(e chissà se ci toccherà attraversare l'oceano per ballare ancora assieme a Franck)


Orange

Orange è soprattutto una bella cittadina provenzale, con i suoi scorci pittoreschi, le piazzette assolate e i ristorantini che offrono piatti prelibati e ottime degustazioni dei vini delle Côtes du Rhône.

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Conosciuti già in epoca romana -e fatti prosperare anche dai Papi nel XIV secolo- i vini delle Côtes du Rhône devono la loro specificità ai sassi del Rodano che immagazzinano il calore del sole durante il giorno per restituirlo la notte. Si tratta di un vitigno che produce essenzialmente dei vini rossi AOC (appellation d'origine contrôlée). 

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Orange è anche una cittadina turistica, animata durante l'estate da numerosi eventi, nel suo teatro ovviamente, ma anche fuori.

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La Cathédrale Notre-Dame de Nazareth, dalla tipica facciata romanico-provenzale e sede episcolpale nel medioevo, fu trasformata per un breve periodo in tempio protestante all'epoca delle guerre di religione e in tempio della ragione dopo la rivoluzione.
La sua storia ricalca le tappe fondamentali di questa città nel corso dei secoli: dal dominio della famiglia Nassau al ritorno della monarchia francese con Luigi XIV fino all'installazione del tribunale rivoluzionario di Orange.

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Ma i monumenti cui Orange deve la sua fama sono quelli di epoca romana. La colonia di Aurasio fu infatti fondata dai veterani della II legione delle Gallie tra il 35 e il 30 a.C.
Di questo periodo sopravvivono diversi monumenti, i più celebri tra i quali sono l'Arco di Trionfo e lo spettacolare Teatro Antico.

L'arco di trionfo di Orange, eretto a nord delle mura evoca la potenza di Roma: le armi e le spoglie navali dei Celti sconfitti vi sono rappresentate per ricordare al mondo la superiorità dei Romani.

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Iscritto nel patrimonio mondiale dell'UNESCO, il Teatro Antico di Orange è il meglio conservato d'Europa. Edificato all'inizio dell'era cristiana è l'unico a conservare ancora l'intero muro di scena. 
La capienza era di 9000 spettatori  e numerose statue e colonne decoravano originariamente il muro di scena. Distrutto da un incendio nel IV secolo perde la sua funzione primaria e viene nel medioevo invaso dalle case, fino a diventare un vero quartiere abitato. 
Solo nel XIX secolo verrà restituito alla sua funzione di luogo di spettacolo.

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Avignon

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Sede della residenza papale dal 1309 al 1377 Avignone è ancora cinta dalle sue mura medievali. Un asse verticale che divide in due la città porta alla Place de l'Horloge, che con i suoi ristoranti e la giostra Belle Epoque è il cuore turistico della città. Tra i suoi edifici più belli l'Opéra-Théâtre.

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Il Palazzo dei Papi comprende due strutture, il Palazzo vecchio voluto da Benedetto XII e il palazzo nuovo fatto costruire da Clemente VI. All'interno delle sale maestose si trovano alcuni affreschi di Simone Martini e Matteo Giovannetti.

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Dalla Cathédrale Notre-Dame des Doms eretta nel XII sopra una basilica paleocristiana e più volte rimaneggiata una scalinata porta al Jardin du Rocher de Doms, un parco ottocentesco con fontane e statuaria classica dal quale si può godere di una vista fantastica sul Rodano e sul ponte di Avignone.

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Vuole la leggenda che il Pont St-Bénezet sia stato costruito dopo che al pastorello omonimo giunse una voce dal cielo a comandarne la costruzione. Eretto tra il 1177 e il 1185 fu distrutto nel 1226 durante l'assedio della città; ricostruito, subì in seguito numerosi danni per le piene del Rodano fino ad esserne travolto definitivamente nel 1660. Ne restano oggi solo quattro campate e la cappella di St-Nicholas, che custodì le reliquie di St-Bénezet finché andarono disperse durante la Rivoluzione.

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