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March 2011

Easy

Vorrei tanto sapere.......

easy

......chi mi ha chiamato così!

(come se fosse facile il mestiere del gatto!!!!!!)


Passeggiando per Genova

Eccoci a passeggiare -un po' a casaccio a dire la verità- per il centro storico di Genova. Perdersi tra i carrugi, capitare per caso nelle Strade Nuove dove sorgono i Rolli patrimonio dell'Unesco, infilarsi in Palazzo Strozzi e poi nella Cattedrale, proseguire attraverso le vie che si allargano in piazze e larghi circondati da palazzi sontuosi, fino ad arrivare, sempre per caso, allo splendido ascensore art déco che porta lassù, su quella terrazza dalla quale si apre una vista meravigliosa sulla città.

Passeggiare per Genova dà davvero l'impressione che dietro ad ogni angolo ci sia un mondo sconfinato da scoprire. 

Metto le foto qui sotto, un po' a caso anch'esse, come la nostra passeggiata che si è snodata tra le strade da cui sono spuntate di volta in volta la cattedrale, il palazzo ducale, il palazzo della borsa....

Ognuna in fondo potrebbe essere l'inizio di altrettanti percorsi in questa città che sembra moltiplicare la sua superficie attraverso nuove dimensioni e varchi spazio-temporali.

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E quando la saluti pensi che prima o poi ti capiterà di tornarci, in questa città.

 


Genova - Il Porto Antico

Non ero mai stata a Genova e l'impressione che mi ha lasciato la breve visita di domenica è stata davvero intensa. Il porto antico soprattutto, uno spazio restituito alla città come centro di aggregazione non solo per i turisti ma anche per i genovesi.

Quest'area, adibita a porto sin dall'anno mille, è stata ristrutturata nel 1992 nell'ambito dell'Esposizione Colombiana. Una città cui restituire il suo mare, questa l'idea che guidò Renzo Piano per il recupero dell'area. 

E visitare il porto antico una domenica pomeriggio, passeggiare sul molo che dall'acquario porta all'isola di chiatte, passando per la nave Italia e la biosfera, osservare chi sale sull'ascensore panoramico o pattina sulla "piazza delle feste" restituisce un'immagine della città davvero viva e pulsante.

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Il Porto Antico di Genova occupa una superficie di oltre 130.000 metri quadrati. Le strutture che vi hanno sede sono l'acquario, uno dei più ricchi al mondo con i suoi 30 ambienti naturali e le sue 70 vasche,

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la nave blu, che fa parte dell'acquario e ospita un percorso espositivo di 2500 metri quadrati.

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l'isola delle chiatte, intitolata al Berio, un punto panoramico galleggiante privilegiato tra il mare e la città,

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la biosfera, che racchiude un piccolo ecosistema d foresta pluviale con 150 specie vegetali e numerose specie animali,

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la piazza delle feste, che da dicembre a marzo diventa una pista di pattinaggio su ghiaccio e il bigo, lo spettacolare ascensore panoramico che sorge lì a fianco.

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Di fronte il molo vecchio, che ospita un centro congressi con negozi e spazi espositivi.

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Fotografare la bellezza: La Prioria del Vittoriale

Del Vittoriale degli Italiani -la dimora di Gabriele D'Annunzio a Gardone Riviera, sul lago di Garda- avevo ampiamente parlato qualche anno fa. Raccontando prima la storia del suo acquisto, ristrutturazione e donazione agli Italiani qui e cercando poi di descrivere le stanze della Prioria, la sua abitazione privata, qui

Al suo interno è vietato fotografare, soprattutto per motivi di sicurezza, essendo la casa ricchissima di oggetti molto preziosi (normalmente il giro delle stanze viene fatto per gruppetti piccolissimi e sotto stretto controllo di una guida) ma anche per quell'assurdo principio tutto italiano per cui il vietare le cose è prioritario, spesso auspicabile a prescidere e quasi sempre più facile di qualunque altra soluzione.

Su iniziativa della rivista Fotografia Reflex e del direttore del Museo del Vittoriale, Giordano Bruno Guerri, è stato dato seguito a un'esigenza nata tra i lettori della rivista relativamente alla possibilità di fotografare l'arte nei luoghi ad essa deputati, i musei.

La giornata interamente dedicata a questa iniziativa è stata il 7 marzo scorso: il Vittoriale degli Italiani è stato sede prima di un'interessante conferenza di cui erano relatori il direttore di Fotografia Reflex Giulio Forti, la giornalista fotografa Claudia Rocchini ed altri esperti che hanno considerato il "diritto di fotografare l'arte" dal punto di vista legale e pratico. In esguito si è passati all'azione.

L'iniziativa è stata sponsorizzata dalla Nikon che ha messo le 3 fotocamere al top della gamma (la D700, la D3S e addirittura la D3X) a disposizione di 12 fotografi selezionati per fotografare in esclusiva le stanze che furono abitate dal poeta guerriero. 

Io ero tra questi. Ho avuto occasione di visitare il Vittoriale numerose volte, la più intensa delle quali accompagnata da un professore delle superiori incredibilmente appassionato del genio di D'Annunzio. Tutte le guide incontrate lunedì scorso se lo ricordavano come "il professore di Rovereto che arrivava ogni volta estasiato, accompagnava piccoli gruppetti di studenti e chiedeva di poter fare la visita senza la guida, oscurando ancor più le finestre delle stanze"; fedele fin nei dettagli nel ricreare l'atmosfera che più si confaceva allo spirito del poeta, che soffriva di fotofobia e mal sopportava la luce del sole.

E tutte le volte che l'ho visitato rimpiangevo di non poter fissare in qualche scatto l'eccentricità di quelle stanze, le immense collezioni di oggetti, libri e feticci del poeta; l'atmosfera che regna nella casa, la sua ricchezza di significanti e la pluralità di significati. Con l'illusione forse di poter ricostruire, attraverso la moltitudine di particolari che abitano quelle stanze, la personalità così complessa di Gabriele D'Annunzio. 

Questa sicuramente non potrà mai risultare da un collage di fotografie, in ogni caso quelle che ho fatto in questa occasione sono qui. In ognuna di esse qualcosa del poeta probabilmente c'è.

Cerco di seguire l'ordine cronologico della visita che normalmente si snoda attraverso stanze buissime, spesso di dimensioni ristrette e stracolme di oggetti, cominciando dall'anticamera dedicata a Mussolini: la stanza del Mascheraio. L'iscrizione sopra lo specchio invita l'ospite in attesa ad aggiustarsi la maschera ma soprattutto a ricordare che è solo "vetro contro acciaio".

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La prima stanza è la stanza della Musica, interamente rivestita di tendaggi per motivi acustici e volutamente lasciata nell'ombra per favorire la concentrazione; è illuminata da lampade a forma di zucca e cesti di frutta di vetro di Murano, con finestre d'alabastro, da cui la luce fiiltra appena.

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La Zambracca è la stanza dove il poeta morì, una sorta di guardaroba, con annessa farmacia, ricca di ogetti simbolici, come i calchi di opere di Michelangelo, che era uno degli ispiratori della sua arte.

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La stanza del Mappamondo è una delle più grandi biblioteche del Vittoriale:

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La stanza da letto, o stanza della Leda, che prende il nome dal mito di Leda amata da Zeus trasformatosi in cigno. In essa non entra la luce diretta del sole che è appositamente schermata dalla veranda dell'Apollino.

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Il bagno blu, con oltre 600 oggettidi colore blu e verde.

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La stanza del Lebbroso, dove la simbologia religiosa che pervade tutta la Prioria tocca il suo livello più elevato: pensata cme camera ardente era il luogo dove D'Annunzio si ritirava a meditare sulla morte. Il letto ha al tempo stesso la forma di una culla e di una bara, simbolo di fine e contemporaneo inizio a nuova vita.

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Attraverso il corridoio della via crucis si arriva alla stanza delle Reliquie e all'oratorio Dalmata

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Al piano superiore lo scrittoio del monco, dove il poeta sbrigava la corrispondenza, chiamata ironicamente così per l'impossibilità di rispondere a tutte le lettere che gli arrivavano.

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L'Officina, lo studio dove D'Annunzio si ritirava a creare le sue opere, al quale si accede da una porta bassissima che costringe ad inchinarsi all'arte; è l'unica stanza in cui la luce può entrare liberamente. 

Una statua velata raffigurante il volto di Eleonora Duse ricorda l'importanza di questa artista nella vita e nell'ispirazione del poeta.

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Infine la sala da pranzo, la stanza della Cheli, così chiamata per la tartaruga morta per indigestione che campeggia, trasformata in bronzea scultura, come monito alla moderazione per i commensali.

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Gabriele D'Annunzio era estremamente affascinato dalla nascente arte della fotografia. 

Credo che questa iniziativa sia anche un magnifico omaggio al suo genio.

 

 

 

 


L'art à l'aéroport

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Ieri sera ha avuto luogo il vernissage dell'esposizione di arte contemporanea che resterà allestita fino al 29 aprile nella sala del centro d'affari al terminal 1 dell'aeroporto di Nizza. Invitata d'onore Agnès Crepin, le cui creazioni di aero-design nascono appunto dalla reinvenzione di parti di aeroplani che sotto il suo sguardo riprendono vita come pezzi d'arredamento o sculture. Qui degli esempi davvero notevoli di tavole, lampade, scrivanie, oggetti d'uso quotidiano creati proprio a partire da ali, eliche, parti di carlinghe di aeroplano. 

Di seguito alcuni pezzi esposti in quest'occasione.

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Numerosi gli artisti invitati ad esporre opere che spaziavano tra gli stili più diversi:

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Durante l'inaugurazione hanno avuto luogo anche delle performance d'artista

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Ca' Mea

Quale sarà mai la specialità che viene cucinata nel ristorante Ca' Mea che si trova nei pressi di Badalucco nella valle che da Arma di Taggia sale verso nord tra i monti liguri?

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Ebbene sì. Funghi.

Frittata di funghi, patate con i funghi, funghi impanati, risotto con i funghi, tagliatelle con i funghi, macedonia di....

frutti di bosco. :)

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Bè non c'erano solo quelli (peraltro buonissimi). C'era anche della carne squisita, dell'ottimo vino e della grappa aromatica.

Qui sotto la porzione di Grant:

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Il ristorante, ricavato in un antico frantoio, offre un ricchissimo menù più o meno fisso a base di assaggi molteplici a un prezzo davvero modico. Consigliatissimo!

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