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October 2010

monpoint#23 - 19/10/10 - Sei

Panchina_19_10

19 ottobre 2010, 8.50 AM, temperatura a ria 13 C, acqua 18 C.

1) non vedo ma immagino

2) non sento ma ascolto

3) non parlo ma scrivo

4) non cerco ma trovo

5) non penso

6) non sono

 

sei

sei quello che sei


monpoint#22 - 12/10/10 - la lontananza

monpoint#22
12 ottobre 2010 sunny & windy

"lontano dagli occhi lontano dal cuore"
è sempre meglio che
"vicino agli occhi lontano dal cuore"

i chilometri possono essere molto utili al proprio amor
e all'amor proprio

 

(la vicinanza a volte è la peggiore delle lontananze)

 


Pirati a Seborga

Oltra ad essere famosa come principato, Seborga è molto importante nel mondo della radiofonia, in partiolare della radiofonia internazionale. Negli anni '80 infatti parecchi ex pirati delle radio off shore inglesi vi si trasferirono per sfruttarne la posizione particolarmente vantaggiosa che permetteva di avere una copertura da Sanremo fino a St-Tropez.

Sono state numerose le stazioni radio che hanno trasmesso da qui (le principali furono Radio Nova e Radio Sovereign) e che furono palestre per disk jockey tutt'ora operativi in parecchie radio in giro per l'Europa. Un'importante filiazione di esse è Riviera Radio oggi la principale radio in lingua inglese della Costa Azzurra.

Attualmente a Seborga hanno sede gli studi di Mark Dezzani che vi produce alcuni programmi per la leggendaria Radio Caroline.

Ecco il ritrovo di alcuni di questi pirati sbarcati qui ieri sera

(con qualche infiltrato)

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(e anche qualche esibizione fuori programma)


Seborga

Nel 400 era chiamato Castrum Sepolcri e nel 600 Sepulcri Burgum, da tempo immemorabile luogo sacro ai catari, che qui tumulavano i loro sacerdoti.

Ma ciò che rende speciale questo borgo che si trova aggrappato a 512 m sul livello del mare nell'entroterra ligure in provincia di Imperia è che i suoi 316 cittadini hanno un loro passaporto, una targa automobilistica, una loro moneta (il luigino, del valore di 6 dollari) e dichiarano la loro indipendenza dallo stato italiano, eleggendo un "principe" e dei "ministri" che li rappresentano.

stemma

E' a partire dagli anni 50 che alcuni membri della comunità di Seborga sulla base di un antico status di principato hanno cominciato a ritenere  non valida l'annessione al regno di Sardegna e quindi all'Italia.

Originariamente appartenente ai conti di Ventimiglia, nel 954 il conte Guido cedette questa parte del contado ai monaci benedettini delle isole Lérins. Sono i monaci che, a causa dei numerosi lasciti, elevano il feudo a principato, pur senza usare questo titolo nei documenti ufficiali. Fu consacrato principato del sacro romano impero nel 1079 e nel 1181 la Repubblica di Genova, che aveva esteso i suoi confini fino a Nizza, dichiarò di assumerne la protezione assieme a quella delle isole, anche se in realtà Seborga continuò a dipendere amministrativamente dalla contea di Provenza.
Nel 1666 l'abate Cesare Bacillon appalta una zecca, dove per 5 anni vengono coniati i petit louis.

Nel 1729 Seborga fu acquistata da Vittorio Amedeo II con atto fatto a Parigi, atto mai registrato né dal regno sardo, né dalla casa sabauda.

Dal 1963 i cittadini del principato di Seborga eleggono un principe con funzioni simboliche, coadiuvato da un consiglio di 9 ministri, privi di potere legale.
Dopo Giorgio I -eletto nel 1963 e rieletto a vita nel 1995- deceduto il 25 novembre 2009, è ora principe di Seborga Marcello I.

ll separatismo - di fatto - non esiste. La disputa storica c’è, ma è ben tollerata dal sindaco. I locali vigili urbani vestono ad esempio una divisa storica, in via della Zecca, sede del Comune, si rilasciano normalissimi documenti anagrafici ma, poco più in là, nel Palazzo del Governo, ci si può fare rilasciare una patente di guida del Principato di Seborga (o una targa per il veicolo) oppure acquistare la moneta locale, il Luigino che viene accettato da tutti i commercianti della città quale buono sostitutivo per acquistare merce, souvenirs eccetera.

 Il piccolo borgo conserva un'atmosfera fuori dal tempo tra le pietre antiche affrescate in ricordo della storia passata.

piazzetta
centro storico
antiche mura
gatti principeschi

All'entrata del paese impossibile non notare l'Oratorio di San Bernardo del XIV sec. dedicato al patrono di Seborga.

   oratorio di san bernardo

oratorio di san bernardo
Nel cuore del paese e protetta da eventuali incursioni barbaresche, invece, viene costruita tra il XVI e XVII secolo la chiesa parrocchiale di San Martino. Presenta una facciata barocca restaurata nel 2006 che mette in risalto le immagini religiose affrescate per la prima volta  nei lavori del 1928.

chiesa di san martino
chiesa parrocchiaòe
campanile
luci
Circondano il sagrato della chiesa una sequenza di archi a tutto sesto e l'ingresso del Palazzo dei Monaci, utilizzato da questi come dimora  durante le loro visite a Seborga. Nella parte inferiore di questo edificio, che è oggi un’ abitazione privata, c'era la Zecca, dove nel 1666 si inizia a battere moneta. Ne sono riamsti pochissimi esemplari, oggi preziosissimi. Sono in argento ed hanno accurate incisioni sulle quali nel recto c’è il busto di San Benedetto e a tergo due rami di palma, una mitra, un pastorale e la scritta che fa riferimento al Monastero di Lerino.

palazzo dei monaci

zecca
commestibili
atelier
Il nucleo urbano era fornito di quattro  porte d'accesso: dell'antica porta a nord dell'abitato rimangono solo i cardini, mentre ben identificabili sono la porta San Martino, quella di San Sebastiano e la porta del Sole, che conduce fra l'altro alle antiche prigioni.

porta di san martino

porta di san martino

porta del sole
prigioni
Le viuzze del centro storico all'interno di quelle che erano le antiche mura sono un dedalo di vicoletti, archi, passaggi coperti, scalinate e vicoli ciechi che amplificano in modo sorprendente lo spazio ridotto della superficie del borgo.

abside

osteria del coniglio
piazza parlamento
antigatto
vicolo
grotta
strettoia

 

Ma c'è un altro motivo che fa sì che questo luogo sia speciale.

Seborga ha anche avuto un'importanza eccezionale nel mondo della radiofonia internazionale come si può vedere qui.





Villa Ephrussi de Rothschild

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Costruito sulla parte più stretta della penisola di Cap Ferrat questo palazzo domina da un lato la rada di Villefranche e dall'altro la baia di Beaulieu.

Nel 1905 la baronessa Béatrice Ephrussi de Rothschild, moglie del ricco banchiere Maurice Ephrussi e appartenente a una delle famiglie più ricche d'Europa, sceglie questo luogo per edificarvi una villa ispirata alle grandi dimore del Rinascimento italiano.
Le sale della villa ospitano le opere d'arte che la baronessa ha acquisito durante la sua vita, testimonianza del suo amore per l'arte e per i viaggi: una magnifica collezione di mobili, quadri e porcellane preziose.

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Il salone Luigi XVI, dalle pareti decorate in boiseries del XVIII secolo e dal soffitto dipinto da Tiepolo, conserva una serie di sedie Luigi XVI ricoperte da tappezzerie illustranti le favole di La Fontaine.
La camera della Baronessa conserva tra l'altro una serie di abiti Luigi XV  e Luigi XVI.

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La villa è circondata da degli splendidi giardini, spesso paragonati a una nave circondata da una parte e dal'altra dal mare. Si tratta di 9 giardini a tema; notevoli la roseraie, che conta 100 varietà di rose di cui una porta il nome della baronessa; il giardino spagnolo con una grotta dalle colonne di marmo rosa, la vasca, la fontana con delfino e il pergolato; il giardino fiorentino con scala a ferro di cavallo che incornicia una grotta con filodendri e papiri giganti; il giardino di pietra, con capitelli e figure grottesche medievali e rinascimentali; i giardini giapponesi, con piccoli tempi e pagode in ceramica; i giardini esotici, con un'incredibile varietà di agavi e cacti giganteschi.

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I giardini francesi che dominano su tutti gli altri mostrano la loro simmetria perfetta attorno alle ampie vasche con fontane danzanti su arie di Mozart, Vivaldi, Verdi o Wagner.

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