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Gainsbourg (vie héroïque) - Joann Sfar (2010)

Un film di Joann Sfar, interpretato  da Eric Elmosnino, Lucy Gordon, Laetitia Casta.
Una biografia fantasmagorica di Serge Gainsbourg, a partire dai giorni in cui, da bambino a Parigi gli veniva imposta la stella gialla di ebreo e cominciava ad esprimersi nel campo dell'arte, prima figurativa e poi musicale, fino ad arrivare agli anni 80, quando le sue provocazioni, musicali e di cronaca, colpirono il pubblico con il loro spirito sovversivo.

Per tutta la vita Serge Gainsbourg ha sofferto del sentimento di rifiuto per ciò che gli rirmandava di sé lo specchio.
Emblematico a questo proposito il personaggio de la "Gueule" (= brutto muso), figura grottesca immaginaria, sorta di doppio, che lo accompagna lungo il film.
L'autore ne fa una sorta di "anima nera" del cantante, nata dal rifuto della propria immagine che avrebbe pesato su di lui sin da bambino: un alter ego che doveva concentrare su di sé tutte le brutture lasciandone priva la sua parte reale. E infatti solo fascino, arte e bellezza devono aver visto in lui le numerose splendide donne che lo hanno amato: da Brigitte Bardot a Bambou, passando per Jane Birkin, dalla quale avrà la figlia Charlotte
.

L'incontro con Boris Vian è folgorante e dopo aver avvicinato vari generi dal jazz moderno, allo yéyé, Gainsbourg arriva al successo scrivendo per Juliette Gréco e France Gall.
 

Si crea in seguito l'immagine di poeta maledetto e provocatore: Serge dice addio alla Gueule e resta da solo a concentrare su di sé tutte le sue brutture: il nottambulismo, la decadenza fisica, l'alcolismo e gli eccessi gli provocheranno numerose crisi cardiache e alla fine allontaneranno anche Jane da lui.
Gli anni '70 sono quelli più provocatori: dopo canzoni con testi erotici come Je t'aime..... moi non plus, sarà la volta della Marsigliese reggae e dell'album l'Homme à la tête de chou.

 

Il film corre seguendo l'accavallarsi delle donne, degli eventi e delle note lungo la vita di quest'uomo che è stata anch'essa come un'onda che va e che viene.
E' -come dice lo stesso Joann Sfar- una favola che contiene tante verità quante ne sono le invenzioni. A cercare di dar loro un senso è la musica, anch'essa senza contorni come l'onda o il fumo di una sigaretta.

 

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