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September 2008

L'amore è cieco

ma rende veggenti

 

Eyes Open



I want something
That's purer than the water
Like we were

It's not there now
Ineloquence and anger
Are all we have


Like Saturn's rings
An icy loop around me
Too hard to hold

Lash out first
At all the things we don't like
Or understand

And it's beginning to get to me
That I know more of the stars and sea
Than I do of what's in your head
Barely touching in our cold bed

Are you beginning to get get my point
They're always fighting with aching joints
It's doing nothing but tire us out
No one knows what this fight's about

The answer phone
The lonely sound of your voice
Frozen in time

I only need
The compass that you gave me
To guide me on

And it's beginning to get to me
That I know more of the stars and sea
Than I do of what's in your head
Barely touching in our cold bed

Are you beginning to get get my point
They're always fighting with aching joints
It's doing nothing but tire us out
No one knows what this fight's about

It's so thrilling but also wrong
Don't have to prove that you are so strong
Cos I can carry you on my back
After our enemies attack

I tried to tell you before I left
But I was screaming under my breath
You are the only thing that makes sense
Just ignore all this present tense

We need to feel breathless with love
And not collapse under its weight
I'm gasping for the air to fill
My lungs with everything I've lost

We need to feel breathless with love
And not collapse under its weight
I'm gasping for the air to fill
My lungs with everything I've lo
st

 


catena spezzata, catena che unisce

Una legge ineluttabile delle catene è che prima o poi vanno interrotte.
Nominata per la quarta volta, da Gian e da Ilaria, in questa occasione non designerò nessun altro.
Ma dedico le righe che seguono al marco. Non è infatti dalla mia libreria che provengono i libri che ho scelto questa volta, ma dalla sua...
O meglio il primo proviene direttamente dalla libreria dell'Ikea... Sì sì, proprio dallo spazio espositivo di una delle due sedi milanesi (non ricordo quale) del mobilificio svedese. Tecnicamente non l'ha proprio rubato: lui l'aveva messo sul nastro della cassa, ma la cassiera, non trovando concepibile che il codice a barre non passasse, ha esclamato, prevenendo la mia reazione che da stupita stava diventando decisamente imbarazzata, "questo è vostro, vero???" "sì, sì" ha risposto lui.
Ecco dunque il "suo" libro, non provate a chiedergli la traduzione, sarebbe anche capace di darvela...

pag 123: sig upp över itan. Skip parkerade en bitt upp pavändplanen, vid trappan till verandan pa framsidan. Babyn lag och sov pa flaket till pickupen uder en liten sänghimmel av moskitnätso han hade köpt. BrödernaTaylor, som ägde fiskodlingen, var inget att oroa sig for: de var sa hjärndöda att de inte skulle reagera om de sag en baby. En hacka, en skyffel, en motorsag , en baby i en korg.
(Anna Quindlen, Nattens ljus, Wahlström & Widstrand, 2002)

Il secondo libro invece gli apparterrebbe anche se glielo dovessero rubare. Circa un anno fa mi disse che aveva dovuto ricomprarlo più volte, perché durante i traslochi e gli spostamenti vari, gli era capitato spesso di smarrirne le tracce. Sono convinta che in realtà, essendo il Marco protagonista un viaggiatore anche più accanito del marco mio, questi avesse in realtà approfittato dell'occasione per inseguire il suo destino.

pag. 123: A forza di scorporare le sue conquiste per ridurle all'essenza , Kublai era arrivato all'operazione estrema: la conquista definitiva di cui i multiformi tesori dell'impero non erano che involucri illusori, si riduceva a un tassello di legno piallato: il nulla...
(Italo Calvino, Le città invisibili, oscar mondadori, 2000)

 

Esattamente un anno fa è stato un giorno speciale.
Un mattone alla volta si sta ricostruendo Sofronia.

 


Nîmes et Pont-du-gard

Questa città, in cui si incrociano tutte le influenze e le culture del sud della Francia, deve il suo nome alla fonte sacra Nemausus, nelle cui vicinanze è sorta. E' chiamata la Roma francese per i numerosi monumenti di epoca romana che vi si trovano.

boulevard Victor Hugoste-perpétuescorcio

Jardin de la fontaine
Si tratta di un magnifico parco in cui l'acqua della fonte usata per alimentare le terme romane, erette nel II sec, scorre in bacini geometrici disposti su piani diversi e contornati da balaustre.

giardinojardin de la fontainebalaustre

A  sinistra del parco sorgono i resti del Tempio di Diana, di cui in realtà non si conosce di preciso la destinazione.
 

Tour magne
si leva in cima al mont Cavalier ed era la torre più importante della cinta romana

Maison carrée
Tempio romano costruito sotto Augusto alla fine del I sec a.C., perfettamente conservato.

 

Porte d'Auguste
Faceva parte della cinta di mura eretta da Augusto sulla via Domitia

Cattedrale di St-Castor, del sec XI rifatta nel 1882 in stle bizantino

Les Arènes
E' uno degli anfiteatri romani meglio conservati, eretto alla fine del i sec d.C., trasformato in fortezza nel medioevo, divenne in seguito un vero e proprio quartiere con case, strade e cappelle che fiurono demolite a partire dal 1809 quando cominciarono i lavori di restauro

 

Pont du gard
a 23 km da Nîmes si può ammirare parte di un acquedotto romano costruito verso il 19 a.C. per ordine di Agrippa per portare acqua alla città. Lungo 275 m e alto 51 è formato da 3 ordini di archi sovrapposti

 

passaggiocanoeraggi

 


Tredici funerali

Un romanzo di Fabrizio Cocco

Fatti e personaggi di questo romanzo sono opera della fantasia dell'autore. Qualsiasi rassomiglianza con fatti e persone reali è assolutamente casuale, ma, qualora sentiate di assomigliare a qualcuno dei personaggi, avete tutta la comprensione dell'autore.


Queste sono le parole che ci accolgono nel varcare le mura cittadine di Bustrano, un immaginario paese della bassa, teatro di questa favola, o meglio di questo mito il cui protagonista principale è il Destino. Sembra infatti che ci sia una divinità superiore -che non è cieca, ma al contrario ci vede benissimo- a dare in consegna a Michele il compito di reggere le fila della vita e della morte dei personaggi che mano a mano incontriamo per le strade del villaggio. Ha qualcosa di magico e insieme epico questa storia, che, condensando tutte le passioni in una straordinaria unità di tempo, luogo e spazio, arriva ad uno scioglimento dai risvolti inattesi.

E' una sorta di contrappasso dantesco a dirigere il gioco delle morti improvvise e “acccidentali” di ben 13 abitanti di Bustrano nell'arco della stessa giornata.
Zufolo, il postino piagnone, viene ucciso in un incidente mentre è alla guida del suo motorino, dopo essere stato colpito nell'occhio da un mozzicone di sigaretta lanciato dalla macchina di Michele. Duilio, il vigile che non riesce ad accettare di essere rimpiazzato da un semaforo, verrà travolto mentre annaspa con le mani al vento, il viso coperto da un pallone bucato, calciato dallo stesso Michele. E ancora, troviamo Lucianina e Fulzio che soccombono vittime del loro amplesso mercenario; è sempre Michele la causa scatenante, in questo caso attraverso un colpo dato al muro vicino per uccidere una zanzara, colpo che fa cadere sulla testa dei due amanti una testa di cinghiale imbalsamata. Barnaba, il macellaio balbuziente dal temperamento sanguigno, viene fatto a polpette dal trattore di Catarro, dopo essere stato soffocato dall'urina di Zia Nani che piove dal cielo grazie a un ruzzolone dello stesso Michele; e poi l'usuraia Piernina, Gubbio, il famelico Aringo, Quaresimo, Manolo, Olindo, e il sindaco Tranquillo, tutti falciati da incidenti che hanno come comun denominatore i gesti maldestri e inconsulti dell'ignaro Michele.
Tutti, tranne l'incolpevole zia Nani, tredicesima a passare a miglior vita tra le sue braccia.
Quest'uomo, nella cui famiglia hanno tutti il nome di un ballo e che sembra muoversi a passo di una danza di cui nemmeno lui conosce le movenze, è però anche colui che riesce a far sì che una coppia di omosessuali riesca ad avere il tanto desiderato figlio, che diventi manifesto un amore che fino ad allora non era riuscirto a palesarsi, che salva la vita alla Svet, e che riesce finalmente a trovare il suo di destino, a fianco della bella Dendy.

 Se Michele impersona il Destino, la Svet è invece una pedina inconsapevole di una vita che si è sempre presa beffe di lei, dandole un corpo che non le appartiene, una figlia di cui non sospetta l'esistenza e una diagnosi che non merita. E' un transessuale che gestisce il supermercato del paese e questo destino capriccioso riesce per ironia della sorte solo a leggerlo nelle mani altrui.

Michele e la Svet sono i due poli del romanzo: tra la le righe delle loro vite si legge anche il giallo che ruota attorno alla gestione poco pulita dell'orfanotrofio del paese e che alla fine viene risolto grazie all'intervento incrociato  di adulti e bambini.
 
La narrazione procede attraverso una prosa godibilisima e un crescendo di avvenimenti, che è contemporaneamente un cerchio che si chiude attraverso un'andatura sempre più serrata, in cui le parole si rincorrono in modo sempre più vorticoso come in un giro di danza.
Quella stessa danza che conclude il romanzo: il gran ballo finale in cui tutti i destini si risolvono roteando su se stessi.
Un libro che mi ha letteralmente catturato, regalato innumerevoli sorrisi e anche toccato il cuore!
Grazie Fabrizio!


Libri in catena...

Ebbene sì, sono stata prescelta per la seconda volta come anello di questa singolare catena, che unisce tutti i lettori di vox, collegandoli attraverso le loro letture preferite.
Si tratta di un gioco cui ho già partecipato, grazie ad un'amica francese, Apolline, che mi aveva dato l'occasione di  parlare del romanzo l'Eleganza del riccio.
Anche questa volta è un'amica francese, Isa, che mi ha chiamato di nuovo in causa...
Si tratta di riportare le linee dalla quinta alla decima della pagina 123 di un libro della propria biblioteca.Trovo che sia un gioco molto simpatico che dà la possibilità di condividere con gli amici le proprie letture. La volta scorsa ho avuto modo di parlare di un libro che avevo appena finito di leggere; anche oggi ho terminato un libro, che però merita, come presto capirete, un post tutto per sé. Mi limito quindi a riportare, come esige il regolamento che riporto in calce, l'estratto dalla pagina in questione:

pag 123:
assurdo, impossibile. C'era qualcosa che non andava. Il suo lavoro era proprio scoprire cosa non andasse.
Provò a richiamarlo ma il cellulare era staccato. Non era raggiungibile. Dio, come odiava quei messaggi registrati, quelle voci finte. Sembravano ogni volta sancire realtà irreparabili.
Rilesse il messaggio.
(Tredici funerali, Fabrizio Cocco, Arcivale edizioni, 2007)

e a nominare le quattro persone che dovranno a loro volta ottemperare alla missione assegnata loro. Si tratta di marco(a), loredana, marco e Sarasx.

Regolamento:
1. Citare la persona che vi ha "nominato"
2. Riportare il regolamento del gioco
3. Scegliere un libro ed aprirlo ala pag. 123
4. Ricopiare dalla 5 riga le cinque seguenti
5. Indicare il titolo del libro, il nome dell'autore, dell'editore e l'anno dell'edizione,
6. Nominare 4 persone e avvisarle sul loro blog