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August 2007

Il mondo piatto

Si chiama Flatlandia ed è un foglio sottilissimo, tanto sottile da non avere proprio spessore.
E' abitato da esseri piatti che vivono nelle loro case piatte e provano i loro piatti sentimenti, beandosi della loro piattezza, che è tutta la loro vita, tutto ciò che possono piattamente concepire.
Tu li guardi dall'alto di una dimensione che loro non conoscono e non possono vedere coi loro occhi piatti, né comprendere, con le loro menti piatte.
Loro comunicano solo con i confini delle cose e delle persone e non sanno tutto il mondo che ognuno di essi racchiude dentro; e nemmeno che quel mondo dentro è collegato con il fuori nella dimensione che non conoscono.
Tu li vedi da fuori e quindi anche da dentro. Da un sopra che è anche un sotto e un tutt'intorno insieme.
Ti puoi anche divertire, se vuoi, ad affondare un dito nella loro piatta superficie, e guardarli gridare al miracolo, per l'improvvisa apparizione di un oggetto mutevole nella forma che appare e scompare senza un perché.
E, in un delirio di onnipotenza, puoi anche prenderne uno, rapirlo fuori dal (suo) tempo e fargli provare l'ebbrezza di un volo fuori dalla sua piatta dimensione: non si riprenderà mai completamente da una simile esperienza mistica.
Oppure puoi prendere tutto il foglio piatto e arrotolarlo dolcemente su se stesso... loro non si accorgeranno di niente, almeno fino a quando alla fine del loro lunghissimo cammino, non si ritroveranno al punto di partenza.

 

Ispirato al romanzo Flatlandia, racconto fantastico in più dimensioni, scritto da  Edwin Abbott nel 1881

Due

Questa notte  le mie trisavole mi hanno aiutato a fare due conti.
E se dobbiamo dare i numeri, bisogna riconoscere che il 3 è davvero il numero perfetto, quello concluso, che ritorna su se stesso; è il primo perimetro che racchiude uno spazio, quello che crea gli angolini dove rintanarsi quando si ha bisogno di trovare la propria casa.
Ma il 2 è il numero dell'infinito: per due punti passa una sola retta, che divide lo spazio senza tuttavia creare dei confini.

SaporeManiStereoCammino

Due


Le storie di pippi

Sabato sera ho fatto un incontro speciale. Ho incontrato pippi calzelunghe; non l'avevo riconosciuta subito, così, senza il cavallo a pois e la sua scimmietta. Così le ho chiesto chi fosse... e lei ha cominciato a sciorinarmi la lista dei luoghi dove aveva vissuto.
Io le ho chiesto di raccontarmi la sua storia e aprendo le mani mi ha mostrato i suoi tanti cuori...
uno per ogni vita che le avevano raccontato e che avrebbe raccontato a me.

 
Ha ragione pippi:
più di ogni altra cosa i luoghi che ci hanno accolto hanno impresso nelle nostre cellule la loro forma, i loro colori e il loro profumo. Ne portiamo la traccia nella memoria, ma spesso anche nella pelle, nei capelli e a volte nelle carni.
Ma prima ancora che venissimo modellati dallo spazio che abbiamo abitato e che ha al tempo stesso abitato le nostre sensazioni, emozioni ed esperienze, è il tempo che ha prodotto la miscela da cui ognuno di noi è scaturito.
E' sempre il tempo che crea.
E soprattutto il tempo degli altri: la catena infinita di vita, amori, ferite e stupori che trasforma il passato in un torrente cangiante di colori sapori e suoni che non si spengono mai del tutto... almeno fino a quando ci sarà qualcuno a ricordarli. E a raccontarli.

In questo fiume è bello tuffarsi e ripercorrerlo al contrario come i salmoni, che cercano di dare futuro alla vita tornando all'origine, al luogo da cui è nato tutto.
E' una corrente dove siamo al tempo stesso punto di partenza e punto di arrivo.
 
Per questo non mi sono sorpresa quando, chiedendole chi ero io, lei mi ha mostrato migliaia di cuori passati, quelli di coloro che mi hanno preceduto e ha cominciato a raccontarmi le loro storie.
Così stanotte mi sono persa col pensiero nel loro numero, che aumentava vertiginosamente mano a mano che mi faceva retrocedere nella storia e nelle storie, vere, sognate o immaginate, di tutti coloro dei quali porto inevitabilmente la traccia nel corpo.
E inevitabilmente nell'anima.
Ho cercato con lei nel passato le vite narrate dal vento, immaginato i racconti sussurrati davanti ai camini, finto di ascoltare le fiabe che mi raccontano ancora i volti muti di chi, pur sopravanzandomi, mi segue da sempre sui fili della mia ragnatela.

Chissà la mia storia chi la racconta

Bisnonni paterni nonnoBisnonni paterni nonna.Bisnonni materni nonnoBisnonni materni nonna

 

Nonni paterniNonni materni

 

PapàMamma

 


E ora allora ancora inizia un'altra storia di memorie, che non sono meno mie di quelle di coloro che mi hanno preceduto, solo mi assomigliano un po' di più

In mezzo sempre infiniti mari

E infiniti cuori

riflessioni sparse: perché le nuvole mi sembrano sempre elefanti?

incredibile ma non lo è
no, non è un elefante con le orecchie di cera che spicca il volo verso il sole... sono proprio nuvole...
provenienza: ovest, versante gardesano del baldo
direzione: intera volta del cielo
vento: assente, non lascia scampo
temperatura: 24° (in sensibile calo)

oggi il tempo era così
e io, che mi ero recata, come già annunciato, al lago, non potendo prendere il sole, ne ho aproffittato per riflettere
sul lago
sul sole
che non c'era
ma soprattutto sulle nuvole e sugli elefanti

ma non sono stata l'unica... ho scoperto che siamo stati in tanti a farlo, non so bene gli altri con quali risultati
per quel che mi riguarda, alla domanda di cui sopra non ho ancora trovato risposta, ma conto di uscire dal tunnel, prima o poi...


intanto lascio che a riflettere siano un po' anche gli altri:
 
c'è chi lo fa per nascita, chi per vocazione, chi per condanna


SpecchioOcchio magicospecie di specchio


ma soprattutto c'è chi riflette fedelmente e chi riflettendo deforma
altrettanto fedelmente



mente lo specchio che finge fissità e rispecchia il vero la lente che fissa il movimento?



 o viceversa?









sole in incognito

Questa mattina il gian credeva di aver avuto un allucinazione.... invece è proprio lui!!!!
Ecco cosa ho visto un istante fa: si è travestito da nuvola che esplode, ma io l'ho riconosciuto subito: è proprio il sole!!!!!!!

buona giornata a tutti!


di sole
comunque



A... mare

Ecco l'alba della mia inaspettata partenza per il mare della Croazia


15 agosto ore sei, A4: se era prevedibile che fossero tutti quanti già in vacanza, come spiegarsi questo eccesso di zelo???


comunque, dopo aver agevolmente ottemperato al consiglio di cui sopra, questo è quello che mi ha accolto, una volta giunta a destinazione:

 

A questo punto ho cominciato a chiedermi dove fossero finiti tutti.... Questa meraviglia di mare si trova nei pressi di Pola.... non ci crederete ma il giorno di ferragosto su questo lembo di terra le persone nel raggio di un chilometro si potevano contare sulle dita di una mano!!!
Sono parecchi anni che mi capita di frequentare questi posti: li amo soprattutto per la possibilità di trovare angoli di pace anche nei momenti in cui sembrerebbe impossibile poterseli regalare.
Ecco qualche immagine di questo piccolo paradiso che si trova vicino all'abitato di Liznjan, appena ad ovest di Pola. Quella che si intravede sullo sfondo è l'isola di Cres.

tre elementiscoglirete di luce

e proprio sull'isola di Cres sono stata per la prima volta quest'anno. Singolare lingua di terra percorsa longitudinalmente da un'unica strada che corre a una quota piuttosto elevata, regalando incredibili panorami

la città di Cres, come i paesini che si rannicchiano sulle coste rocciose sono davvero incantevoli

 

valunporto valuncittà di cres

per non parlare del mare...

profondo blutavolozzamare tra gli olivi

e come non regalarvi un simile tramonto da quest'isola?

già piacevolmente a me noto, invece, il parco naturalistico di punta Kamenjak; si tratta della "punta dell'Istria", l'ultima propaggine, la penisola che si estende frastagliata dalla terraferma verso il mare aperto

kamenjaktuffo nel soleazurri


sempre magico, il mare dell'Istria sa sorprendere con visioni quasi mistiche...

 

altro splendido tramonto da Kamenjak:

Ho rivisitato volentieri anche la cittadina di Rovigno, con gli scorci caratteristici dal sapore veneziano della città vecchia, il profumo della lavanda e le gallerie d'arte che si concentrano nelle strette stradine che salgono alla chiesa di Sant'Eufemia

rovigno vecchiamercatoS.Eufemia
art

Vi lascio infine con questi splendidi acquerelli dipinti dal pennello del sole intinto nella tavolozza del mare sulla tela del cielo

Ciao mare!