Due anni di vox. Due anni che a dire il vero non so bene come festeggiare. L'anno scorso avevo bellamente saltato a pié pari la ricorrenza, non certo perché non la ritenessi importante abbastanza... anzi, forse proprio per il motivo opposto.
Ma quest'anno ci voglio provare e dunque ho chiesto al marco un consiglio su come celebrare adeguatamente questa data; mi ha risposto di "scrivere le cose belle che mi sono successe in questi due anni" -cito testualmente- "come il marco, la mitzi..."
Oddio... in effetti sulla bellezza della mitzi non si discute.... lungi da me negare questo assunto incontrovertibile!
E, certo, anche quello che è sottinteso nella sua frase scherzosa (ma non troppo) racchiude una verità inconfutabile.
Vale a dire che Vox mi ha cambiato la vita, facendomi conoscere la persona speciale con la quale condivido i miei giorni, molti amici preziosi che ho poi conosciuto personalmente e tanti altri che, anche se non ho mai visto, mi sono vicini nella comunione del sentire e nella condivisione dei pensieri.
Allora ho pensato che non è il tempo passato a dover essere festeggiato, bensì il futuro, del quale, purtroppo, si ha però forzatamente ignoranza. Come risolvere il paradosso? Forse tornando per un attimo al giorno prima, quando il passato è ancora futuro, all'istante che prelude al momento topico: quello che racchiude tutto come ipotesi, e che forse proprio per questo è l'unico perfetto, dato che da lì può nascere tutto, anche e soprattutto quello che ancora non so.
A volte il tempo si può fermare, a volte riesce persino a camminare al contrario. Solo per oggi mi chiudo nella mia bolla e mi figuro di essere ancora a quel 6 maggio 2007.
E sogno quello che poi è successo
un'altra lacrima, un altro tempo, un altro spazio, un'altra musica
(no quella l'avevo già messa, ma nella mia bolla posso anche ripetermi fingendo di non averlo mai fatto)
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