E' un patchwork questo romanzo.
Un grande plaid cucito con tanti scampoli colorati: falde rosse come il sangue, camicie e gonne nere come il lutto e la paura, veli bianchi come la luce della fede e della speranza. E ancora tagli grezzi di stoffa blu e tessuti arancione come il sole; stracci e merletti, provenienti da abiti eleganti o sdruciti, fiori di stoffa che parlano e lenzuola che si devono far tacere.
Sull'arazzo di più di un secolo di storia d'Italia che fa da sfondo a questo romanzo sono soprattutto i destini di tre donne che vengono ricamati a punti perfetti.
Rosa, Maria e Chiara sono tre madri e sono tre figlie.
Il loro comune destino è quello di cercare di dare alla propria vita una perfezione che inevitabilmente può esistere solo sul dritto del ricamo: per quanto precisi possano essere quelli che decorano la tela, per quanto invisibili siano i punti che mettono insieme le varie parti del modello finale, essi non potranno mai nascondere del tutto, sul rovescio del lavoro, i loro nodi, gli intrecci complessi come i loro sentimenti di donne.
Il vero filo conduttore delle loro vicende è quello biologico: è come se nel loro ago fosse infilato il cordone ombelicale, che passa dall'una all'altra attraverso una catenella di nascite che le unisce e le ferisce, ma che alla fine riesce a donare qualcosa, anche se è un sentimento piccolo come un cucciolo indifeso da far crescere.
La narrazione procede a spirale per arrivare dritto nel cuore di Chiara. E' lei, nel nostro presente, a parlare finalmente a nome di tutte le donne che l'hanno preceduta, a chiudere il cerchio e a riscattare la linea di e del sangue con l'amore, l'accettazione e il perdono.
Un viaggio nella sensibilità femminile, un libro intenso e commovente, che consiglio a tutte le donne. E a tutti gli uomini che ne sono figli, padri e compagni.
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